E' successo a Latina, alle 29 operaie della Tacconi, oggi succede ad Inzago in provincia di Milano: la MaVib decide di licenziare, a causa della crisi, solo le donne. Questa sottile linea rossa della discriminazione di genere è uno dei pochi elementi certi che ci caratterizzano da nord a sud.
Mi chiedo fino a quando le donne saranno vittime di discriminazione e soprusi sul posto di lavoro? Quando finirà questo Medioevo di ignoranza della classe dirigente in Italia?
L'Europa chiede parità di sesso e non discriminazione, i dirigenti della MaVib rispondono così: "Licenziamo le donne, così possono stare a casa a curare i bambini".
Ed ancora : "Tanto in famiglia il loro è sempre il secondo stipendio".
E' davvero vergognoso che oggi, 30 giugno 2011, ancora si parli questo linguaggio quasi sentendosi giustificati. Vergognoso che le 29 donne della Tacconi siano rimaste nel silenzio di un'intera cittadinanza e delle Istituzioni, vergognoso che le donne della MaVib vengano licenziate con la solita scusa della cura familiare.
Se l'Italia non comprenderà che le donne sono una risorsa per il Paese, che c'è una corrispondenza biunivoca tra donne e PIL, potrà solo prodursi nuova crisi dalla quale non riusciremo ad uscire. Le nostre peculiarità di genere, che dovrebbero essere esaltate, vengono continuamente oscurate o sminuite. E' vero sappiamo anche prenderci cura dei nostri figli, ma questo non deve essere un limite e la via ad un licenziamento giustificato, piuttosto dovrebbe essere un valore aggiunto per chi ha l'onore di confrontarsi con noi.
Mi piacerebbe lasciare a mia figlia, almeno un mondo diverso se è troppo dire migliore, mi piacerebbe che Rebecca, Elena, Sara, Marta, Matilde, Veronica e tutte le bambine di questa Italia, una volta cresciute non si trovino mai a dover vivere situazioni di discriminazione e disagio. Io credo fermamente che un'Italia paritaria si possa costruire, con l'aiuto di tutte voi che leggete e che sapete quanto sia duro il mestiere di essere donna e mamma oggi. Non rassegnamoci a condizioni imposte, facciamo nostre le cause di chi vive questo disagio, perchè anche solo con il buon esempio possiamo costruire un futuro migliore per le nostre figlie. Invito pertanto, la cittadinanza di Latina e tutti i lettori di Mom&Woman, il 7 luglio, a dare solidarietà alle donne della Tacconi, davanti al Tribunale, perchè in quella sede si concluderà la loro bella ed esemplare lotta per la dignità.
Il blog di Mom&Woman Onlus è uno strumento di condivisione di informazioni per mamme e donne che tratta non solo i temi legati alla maternità, ma anche quelli relativi alla vita di ciascuna donna:dalla tutela della salute e del benessere psicofisico alla legittimazione del suo ruolo politico, economico e sociale.
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Visualizzazione post con etichetta donne e dignità. Mostra tutti i post
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giovedì 30 giugno 2011
martedì 5 aprile 2011
E adesso la pubblicità...
Li chiamano geni del marketing e della comunicazione, eppure fino ad oggi le loro campagne pubblicitarie hanno saputo mostrarci sempre i soliti "seni" ed i soliti "sederi" di donne rese oggetto e private della propria personalità, sottomesse sessualmente e stereotipate. Hanno provato così a venderci di tutto (dalla birra alle mozzarelle, dalle automobili al provolone). Dico venderci, perchè effettivamente siamo noi donne e mamme il motore dei consumi, siamo noi che veicoliamo le decisioni di acquisto in famiglia. Noi italiane, infatti, spendiamo 490 miliardi all'anno e ne guadagnamo 170, però il marketing non ci considera. Lo ha appurato uno studio di Boston Consulting Group (Bcg). E' un dato di fatto che prendiamo sei decisioni di acquisto su dieci in casa. A rigor di logica, quindi, tutte le pubblicità dovrebbero indirizzarsi principalmente a noi, eppure, non solo prediligono una platea prettamente maschile, ma ci sminuiscono, continuando a sancire una cultura sessista e non paritaria. E non è questione di moralismo o di rifiuto del messaggio sessuale in sé: quest'ultimo può anche andare bene purchè sia ironico e pertinente col prodotto. Il problema della pubblicità di oggi è che si usano le nudità di una donna oppure frasi volgari o ancora falsi stereotipi per vendere qualsiasi cosa. Per ogni prodotto, fateci caso, o c'è una donna nuda o ci sono allusioni volgari sessuali o c'è una mamma che combatte la polvere e le macchie mentre il marito sta comodamente in poltrona (come se la cura della casa fosse solo un problema di noi donne!).
Per non parlare poi, di tutte le modelle bellissime che si spalmano le creme antirughe e anticellulite, quasi a prendere in giro tutte quelle che di rughe e cellulite ne hanno davvero. Purtroppo la banalizzazione s’infila dappertutto e alla fine finiamo distrattamente per credere a quasi tutte le baggianate che ci propinano!
Eppure qualcosa finalmente sta cambiando! Per la prima volta aziende, associazioni dei consumatori, Istituzioni, esperti di comunicazione e pubblicitari si sono incontrati ieri a Roma ed hanno sottoscritto (durante il convegno organizzato da Consumers' forum titolato “Il consumo dell’immagine della donna”) una Carta degli impegni per assicurare il rispetto della dignità della persona nella comunicazione commerciale. Speriamo dunque di vedere meno donne nude e più idee creative per i tempi che verranno! E chissà che finalmente non ci sia, prima o poi, anche l'immagine di un buon marito a spolverare!!!
Buona giornata mamme,viva le donne! martedì 15 febbraio 2011
Riprendiamoci la dignità: dal Reality Show al Paese Reale!
Care amiche,
mi sono sempre chiesta cosa resta delle nostre lotte, delle nostre indignazioni, delle nostre manifestazioni di piazza, quando le luci dei riflettori si spengono e quando le TV hanno raggiunto l'audience desiderato da non volerne più parlare. La mia risposta è che, nel lungo periodo, in Italia la maggior parte dei problemi reali del Paese va a finire nel dimenticatoio e ciascuno di noi resta con i suoi mali. Donne e mamme perdono il lavoro, i nostri figli vivono e probabilmente vivranno la disoccupazione, il debito pubblico aumenta in maniera esponenziale, si fanno tagli al welfare di tutti i tipi (ma non alle auto blu e agli stipendi dei parlamentari) ed intanto in TV di questa Italia non si parla o si parla poco. Del resto è più importante che la gente si distragga con i reality show: l'Isola dei Famosi, il Grande Fratello, Amici ecc.
Gli Italiani vivono di reality e muoiono di Paese Reale, che paradosso!!!
Il consiglio che Mom&Woman, vuole dare alle sue lettrici, è di spegnere la televisione anche solo per un giorno. Questo esercizio, sembra banale, ma con un semplice gesto si può crescere in cultura. In quel giorno, fate più clic su Internet e meno zapping con il telecomando, leggete l'informazione libera e priva di condizionamenti, fatevi un'idea chiara di quello che accade nel nostro Paese.
Ad esempio se quel giorno fosse oggi e decideste di leggere Mom&Woman, incappereste in questa nuova nota di Rosa, pubblicata a titolo di protesta formale e per non dimenticare:
"Sono trascorsi 25 giorni dall'inizio del presidio. Abbiamo atteso questo l'incontro in prefettura come un passaggio importante e in parte risolutivo. Siamo uscite con un pugno di mosche in mano! Nessuna garanzia! stanno per scadere i termini per il completamento della domanda di cassa avviata dopo l'accordo del 18 gennaio, se per il 25 febbraio non verrano inseriti i profili di ciascun dipendente presso il data base dell'INPS rischiamo l'ammortizzatore sociale!
Del resto dobbiamo fidarci sulla parola che un liquidatore venga nominato per domani mattina!Come possiamo non fidarci! in questo Paese di galantuomini!
Mentre scendevo le scale con la delegazione delle colleghe, riflettevo sul fatto che tante volte mi ero pentita di aver trascinato queste disgraziate compresa me in un'avventura dagli esiti incerti, ma ad ogni gradino sceso concludevo che non c'era altro da fare e che non possiamo tornare indietro. Alcune di noi sono stanche e avvilite, non resta altro che aspettare la legge, ma quello che vorremmo davvero è un abbraccio da questa città.
Una sciagura si è abbattuta su questo territorio +94% di cassa integrazione solo nell'arco del 2010, ma bollettini di questo tipo appaiono solo sui giornali locali, in tal senso siamo al pieno federalismo dei dati ancor prima d'essere una federazione.
Tensioni di vario genere attraversano il presido e impiego la maggior parte del tempo cercando di ascoltare tutti i disagi del gruppo. Non è facile superare le fasi iniziali dell'ennesima delusione, ma accade quasi sempre che ne usciamo rafforzate. Come oggi quando sono tornata in fabbrica per relazionare sull'incontro a chi aspettava il nostro ritorno.
Non si raccolgono onori da delegata sindacale, quando un attimo prima di iniziare a parlare l'assemblea tace e aspetta la prima frase come la buona novella.
Un lungo silenzio di delusione ha accolto le mie parole e nonostante la mia collaudata esperienza in "notizie impopolari" la mia voce un po' impacciata per il nodo in gola ha tradito la mia sicurezza. In soccorso è arrivata la loro solidarietà. Tutte hanno ripetuto "abbiamo fatto bene ad occupare Ro, chissà cosa avremmo fatto adesso!".
Alle mie colleghe va il miglior intervento della giornata. quella silenziosa consapevolezza di aver fatto per tutte noi la cosa giusta.
Rosa Giancola"
Tutto deve cambiare, affinchè nulla cambi...E' sempre stato così in Italia. Non è più importante la vita di una donna che lotta per la sua dignità e per mantenere un posto di lavoro rispetto a quello che fanno i naufraghi dell'Isola dei Famosi (a cui verrà dedicato quasi un intero canale televisivo per i prossimi mesi)?Io credo che sia giunto il tempo di passare dal Reality Show al Paese Reale, di spegnere la televisione e accendere il cervello.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
mi sono sempre chiesta cosa resta delle nostre lotte, delle nostre indignazioni, delle nostre manifestazioni di piazza, quando le luci dei riflettori si spengono e quando le TV hanno raggiunto l'audience desiderato da non volerne più parlare. La mia risposta è che, nel lungo periodo, in Italia la maggior parte dei problemi reali del Paese va a finire nel dimenticatoio e ciascuno di noi resta con i suoi mali. Donne e mamme perdono il lavoro, i nostri figli vivono e probabilmente vivranno la disoccupazione, il debito pubblico aumenta in maniera esponenziale, si fanno tagli al welfare di tutti i tipi (ma non alle auto blu e agli stipendi dei parlamentari) ed intanto in TV di questa Italia non si parla o si parla poco. Del resto è più importante che la gente si distragga con i reality show: l'Isola dei Famosi, il Grande Fratello, Amici ecc.
Gli Italiani vivono di reality e muoiono di Paese Reale, che paradosso!!!
Il consiglio che Mom&Woman, vuole dare alle sue lettrici, è di spegnere la televisione anche solo per un giorno. Questo esercizio, sembra banale, ma con un semplice gesto si può crescere in cultura. In quel giorno, fate più clic su Internet e meno zapping con il telecomando, leggete l'informazione libera e priva di condizionamenti, fatevi un'idea chiara di quello che accade nel nostro Paese.
Ad esempio se quel giorno fosse oggi e decideste di leggere Mom&Woman, incappereste in questa nuova nota di Rosa, pubblicata a titolo di protesta formale e per non dimenticare:
"Sono trascorsi 25 giorni dall'inizio del presidio. Abbiamo atteso questo l'incontro in prefettura come un passaggio importante e in parte risolutivo. Siamo uscite con un pugno di mosche in mano! Nessuna garanzia! stanno per scadere i termini per il completamento della domanda di cassa avviata dopo l'accordo del 18 gennaio, se per il 25 febbraio non verrano inseriti i profili di ciascun dipendente presso il data base dell'INPS rischiamo l'ammortizzatore sociale!
Del resto dobbiamo fidarci sulla parola che un liquidatore venga nominato per domani mattina!Come possiamo non fidarci! in questo Paese di galantuomini!
Mentre scendevo le scale con la delegazione delle colleghe, riflettevo sul fatto che tante volte mi ero pentita di aver trascinato queste disgraziate compresa me in un'avventura dagli esiti incerti, ma ad ogni gradino sceso concludevo che non c'era altro da fare e che non possiamo tornare indietro. Alcune di noi sono stanche e avvilite, non resta altro che aspettare la legge, ma quello che vorremmo davvero è un abbraccio da questa città.
Una sciagura si è abbattuta su questo territorio +94% di cassa integrazione solo nell'arco del 2010, ma bollettini di questo tipo appaiono solo sui giornali locali, in tal senso siamo al pieno federalismo dei dati ancor prima d'essere una federazione.
Tensioni di vario genere attraversano il presido e impiego la maggior parte del tempo cercando di ascoltare tutti i disagi del gruppo. Non è facile superare le fasi iniziali dell'ennesima delusione, ma accade quasi sempre che ne usciamo rafforzate. Come oggi quando sono tornata in fabbrica per relazionare sull'incontro a chi aspettava il nostro ritorno.
Non si raccolgono onori da delegata sindacale, quando un attimo prima di iniziare a parlare l'assemblea tace e aspetta la prima frase come la buona novella.
Un lungo silenzio di delusione ha accolto le mie parole e nonostante la mia collaudata esperienza in "notizie impopolari" la mia voce un po' impacciata per il nodo in gola ha tradito la mia sicurezza. In soccorso è arrivata la loro solidarietà. Tutte hanno ripetuto "abbiamo fatto bene ad occupare Ro, chissà cosa avremmo fatto adesso!".
Alle mie colleghe va il miglior intervento della giornata. quella silenziosa consapevolezza di aver fatto per tutte noi la cosa giusta.
Rosa Giancola"
Tutto deve cambiare, affinchè nulla cambi...E' sempre stato così in Italia. Non è più importante la vita di una donna che lotta per la sua dignità e per mantenere un posto di lavoro rispetto a quello che fanno i naufraghi dell'Isola dei Famosi (a cui verrà dedicato quasi un intero canale televisivo per i prossimi mesi)?Io credo che sia giunto il tempo di passare dal Reality Show al Paese Reale, di spegnere la televisione e accendere il cervello.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
venerdì 11 febbraio 2011
E' iniziata la rivoluzione culturale...
Care amiche,
è con immensa gioia che vi comunico che ieri Rosa, era ad Annozero a rappresentare se stessa e le donne della Tacconi Sud, con grande forza; la stessa che traspariva nelle sue note pubblicate da Mom&Woman, a titolo di testimonianza e protesta formale. E' una bellissima notizia che mi motiva a credere in questa iniziativa. Confido, pertanto, nel vostro aiuto, affinchè la nostra voce di donne e mamme possa essere sempre più ascoltata e affinchè finalmente possa prospettarsi un cambiamento soprattutto per i nostri figli, perché vivano in una società paritaria e senza discriminazioni. Mi auguro che attraverso l’aiuto di tutte voi, si possa creare quel cerchio di solidarietà nella gioia per operare un cambiamento politico, economico, sociale e culturale nella nostra società. Sono convinta, infatti, che ci siano molte donne e mamme che vivono storie difficili e le tengono per sé, perché sono rassegnate a che nulla cambi. E sono anche convinta che chi, invece, vive una vita serena e soddisfatta non possa restare a guardare o essere egoista, perché la gioia va condivisa. Se molte stiamo bene, allora forse prima o poi staremo bene tutte. Se solo in poche stiamo bene, prima o poi non starà più bene nessuno.
Affinchè le mie non restino solo parole, credo che la ricetta per concretizzare un cambiamento sia semplicemente dare il meglio di sé in ogni ambito della vita, spendendosi in prima persona per le giuste cause, anche se non sembrano le nostre cause. Non serve scendere in piazza per operare la nostra rivoluzione culturale, basta partire dalle piccole cose e a piccoli passi. Non abbiate paura di denunciare qualsiasi sopruso stiate vivendo e non abbiate paura di dire la vostra per sradicare pregiudizi o segnalare prospettive di cambiamento. Mom&Woman continuerà a parlare di questi temi, continuerà ad ascoltare e continuerà a sognare soprattutto per quelle donne e mamme che oggi non riescono a farlo.
Quello che facciamo
è soltanto una goccia nell'oceano.
ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.
è soltanto una goccia nell'oceano.
ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.
Madre Teresa di Calcutta
Buona giornata mamme, viva le donne!
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martedì 8 febbraio 2011
Ridiamo l'Italia alle Italiane...
La condizione della donna è la misura della civiltà di un paese.
All'estero, attualmente, si fa un pò di confusione su chi siano veramente le Italiane. Ci stiamo qualificando per le prostitute di alto bordo, per le show girl della politica, per le minorenni assetate di soldi e se continuiamo così il modello si radicherà nella testa di tutti e tutti i buoni esempi cadranno nell'oblio soppiantati dai cattivi esempi.
Senza voler dare giudizi bigotti e nel pieno rispetto delle scelte altrui (perchè la libertà di un individuo è sacra anche quando sceglie di prostituirsi per soldi), Mom&Woman oggi vuole rispolverare l'altra faccia dell'Italia e non c'è modo migliore per farlo che parlarne. Sono i buoni esempi che devono essere ricordati e non quelli che tutti i giorni vediamo in TV o di cui sentiamo parlare al TG. Se penso che una ragazza minorenne oggi, ha il consenso dalla madre a prostituirsi per soldi, come è emerso da una recente intercettazione telefonica, resto sconcertata e non so effettivamente quanto la famiglia che era ed è il pilastro del nostro vivere sociale, possa continuare ad avere il suo ruolo guida, se è proprio in seno alle famiglie che si ottiene il benestare per scelte dubbie.
Si è davvero così affamati e disperati da accettare che una figlia minorenne si prostituisca per soldi?Oppure sono i "non valori" che si portano dentro a spingere verso determinate scelte e comportamenti? Credo la seconda.
Eppure c'è una storia d'Italia alternativa a quella che spesso si legge sui giornali, fatta da donne che hanno lottato e si sono fatte strada nel mondo, anche per lasciare un paese migliore a noi, che siamo le loro dirette - e troppo spesso smemorate - discententi.
Ripartiamo da questa allora per ritrovare ciò che saremo in virtù di ciò che eravamo.
Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Matilde Serao, Grazia Deledda, Sara Simeoni, Anna Magnani, Sophia Loren, Carla Fracci, Elsa Morante, Giovanna Mezzogiorno, Luisa Spagnoli e la lista continua e si riempe di tutte noi che ogni giorno combattiamo per dare una vita migliore ai nostri figli, che siamo grandi eroine per i nostri cari, nella nostra famiglia, che lottiamo per un posto di lavoro, che sorridiamo nelle difficoltà e troviamo mezzi leciti per superarle, solo noi possiamo ridare all'Italia la dignità perduta.
Il 13 febbraio le Italiane scenderanno in piazza per difendere la loro dignità, è sicuramente una protesta simbolica per dimostrare al mondo intero che non siamo solo escort o veline e per sradicare la nuova concezione che si sta radicando nelle teste di tutti. E' pur vero che non basterà scendere in piazza per allertare le coscienze, ma saranno i comportamenti quotidiani e soprattutto la nostra volontà ferrea di cambiare le cose a livello politico, sociale, culturale ad operare la rivoluzione.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
All'estero, attualmente, si fa un pò di confusione su chi siano veramente le Italiane. Ci stiamo qualificando per le prostitute di alto bordo, per le show girl della politica, per le minorenni assetate di soldi e se continuiamo così il modello si radicherà nella testa di tutti e tutti i buoni esempi cadranno nell'oblio soppiantati dai cattivi esempi.
Senza voler dare giudizi bigotti e nel pieno rispetto delle scelte altrui (perchè la libertà di un individuo è sacra anche quando sceglie di prostituirsi per soldi), Mom&Woman oggi vuole rispolverare l'altra faccia dell'Italia e non c'è modo migliore per farlo che parlarne. Sono i buoni esempi che devono essere ricordati e non quelli che tutti i giorni vediamo in TV o di cui sentiamo parlare al TG. Se penso che una ragazza minorenne oggi, ha il consenso dalla madre a prostituirsi per soldi, come è emerso da una recente intercettazione telefonica, resto sconcertata e non so effettivamente quanto la famiglia che era ed è il pilastro del nostro vivere sociale, possa continuare ad avere il suo ruolo guida, se è proprio in seno alle famiglie che si ottiene il benestare per scelte dubbie.
Si è davvero così affamati e disperati da accettare che una figlia minorenne si prostituisca per soldi?Oppure sono i "non valori" che si portano dentro a spingere verso determinate scelte e comportamenti? Credo la seconda.
Eppure c'è una storia d'Italia alternativa a quella che spesso si legge sui giornali, fatta da donne che hanno lottato e si sono fatte strada nel mondo, anche per lasciare un paese migliore a noi, che siamo le loro dirette - e troppo spesso smemorate - discententi.
Ripartiamo da questa allora per ritrovare ciò che saremo in virtù di ciò che eravamo.
Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Matilde Serao, Grazia Deledda, Sara Simeoni, Anna Magnani, Sophia Loren, Carla Fracci, Elsa Morante, Giovanna Mezzogiorno, Luisa Spagnoli e la lista continua e si riempe di tutte noi che ogni giorno combattiamo per dare una vita migliore ai nostri figli, che siamo grandi eroine per i nostri cari, nella nostra famiglia, che lottiamo per un posto di lavoro, che sorridiamo nelle difficoltà e troviamo mezzi leciti per superarle, solo noi possiamo ridare all'Italia la dignità perduta.
Il 13 febbraio le Italiane scenderanno in piazza per difendere la loro dignità, è sicuramente una protesta simbolica per dimostrare al mondo intero che non siamo solo escort o veline e per sradicare la nuova concezione che si sta radicando nelle teste di tutti. E' pur vero che non basterà scendere in piazza per allertare le coscienze, ma saranno i comportamenti quotidiani e soprattutto la nostra volontà ferrea di cambiare le cose a livello politico, sociale, culturale ad operare la rivoluzione.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
giovedì 3 febbraio 2011
Riprendiamoci la dignità: il seguito...
Care amiche,
oggi è nuovamente giunta a Mom&Woman la testimonianza di Rosa, come seguito all'articolo scritto il 21 Gennaio 2011. Come me, vi sarete chieste: le donne della Tacconi Sud ce l'avranno fatta? Saranno valse a qualcosa le loro notti di occupazione in fabbrica?Leggete...
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
"Sono trascorsi 13 giorni e 16 ore dall'inizio dell'occupazione della Tacconi Sud.Siamo tese e stanche. Siamo riuscite a ricavare un terzo turno di notte, riducendo il numero, da quattro a tre, per recuperare meglio tra un turno e l'altro.Le notti in compenso paiono più brevi, si dorme comunque poco.
Troppa calma in questi giorni. E' vero qualche garanzia in più c'è stata, la domanda cassa avviata,l'istanza di fallimento depositata, tuttavia non mancano le pressioni psicologiche, c'è la possibilità che stacchino la corrente elettrica e se questo accadrà vorrà dire restare senza riscaldamento per la notte, ma quello che ci preoccupa di più sarà il buio che avvolgerà completamente questa nave in avaria con il suo equipaggio. Ci rendiamo conto che gli esseri umani si abituano presto alle nuove condizioni, tanto che l'assurdità pare alle fine una strana routine. Ma la tensione resta.C'è la possibilità che la proprietà tenti di entrare, anche se fingono noncuranza,cominciano ad essere infastiditi dalla nostra determinazione, un pugno di donne, non ci credevano capaci di tanto! dimenticano forse che le donne nella storia hanno sopportato oppressioni più lunghe.
Tuttavia si pensa spesso a qualche azione che attiri l'attenzione mediatica e devo dire che quella che mi è giunta con queste note è stata inaspettata.
Ma la sensazione di fondo è la paura di essere dimenticate, i tempi si allungano e tutto questo potrebbe non bastare. Ciò che restera, comuque finisca sarà il valore che questa esperienza ha offerto a tutte noi. In questi giorni mi rendo conto di come gli altri sono presenti nelle nostre vite, al di sotto della soglia della nostra consapevolezza, in modo incoscio, ci accompagnano ogni giorno della nostra vita, sono i colleghi di lavoro.
Forse in altre condizioni non avremmo avuto modo di scoprire la nostra umanità, in altri luoghi prese dalla quotidianità,non avremmo compreso come certe condizioni accrescono la solidarietà tra le persone.
Oggi in particolare una forte tensione ha attraversato la nostra giornata, se non fosse stato per le mie colleghe non avrei avuto la forza di tenere testa ad una giornata simile. Un'interminabile riunione su nuovi sviluppi ha sondato ogni angolo della nostra anima, ma alla fine ci ha restituito una forza nuova.
Adesso so che la lezione migliore poteva venire solo da chi è prossimo a me, ed è per questo vicino almeno come imigliori affetti che pensiamo di vivere.
Domani saremo di nuovo in fabbrica, c'è la possibilità che tentino di forzare il presidio, per questo sarà una notte lunga pensando alle colleghe in turno.Il cellulare acceso è l'unico sostegno invisibile, perchè ognuna di noi possa raggiungere l'altra. L'altro ponte è il pensiero constante, quello che ti fa sentire la presenza dell'altro in questo comune destino.
Comunque andrà abbiamo vinto.
Abbiamo vinto come persone,come donne,come madri, come sorelle e come colleghe.
Rosa Giancola"
oggi è nuovamente giunta a Mom&Woman la testimonianza di Rosa, come seguito all'articolo scritto il 21 Gennaio 2011. Come me, vi sarete chieste: le donne della Tacconi Sud ce l'avranno fatta? Saranno valse a qualcosa le loro notti di occupazione in fabbrica?Leggete...
Buona giornata mamme, viva le donne!!!
"Sono trascorsi 13 giorni e 16 ore dall'inizio dell'occupazione della Tacconi Sud.Siamo tese e stanche. Siamo riuscite a ricavare un terzo turno di notte, riducendo il numero, da quattro a tre, per recuperare meglio tra un turno e l'altro.Le notti in compenso paiono più brevi, si dorme comunque poco.
Troppa calma in questi giorni. E' vero qualche garanzia in più c'è stata, la domanda cassa avviata,l'istanza di fallimento depositata, tuttavia non mancano le pressioni psicologiche, c'è la possibilità che stacchino la corrente elettrica e se questo accadrà vorrà dire restare senza riscaldamento per la notte, ma quello che ci preoccupa di più sarà il buio che avvolgerà completamente questa nave in avaria con il suo equipaggio. Ci rendiamo conto che gli esseri umani si abituano presto alle nuove condizioni, tanto che l'assurdità pare alle fine una strana routine. Ma la tensione resta.C'è la possibilità che la proprietà tenti di entrare, anche se fingono noncuranza,cominciano ad essere infastiditi dalla nostra determinazione, un pugno di donne, non ci credevano capaci di tanto! dimenticano forse che le donne nella storia hanno sopportato oppressioni più lunghe.
Tuttavia si pensa spesso a qualche azione che attiri l'attenzione mediatica e devo dire che quella che mi è giunta con queste note è stata inaspettata.
Ma la sensazione di fondo è la paura di essere dimenticate, i tempi si allungano e tutto questo potrebbe non bastare. Ciò che restera, comuque finisca sarà il valore che questa esperienza ha offerto a tutte noi. In questi giorni mi rendo conto di come gli altri sono presenti nelle nostre vite, al di sotto della soglia della nostra consapevolezza, in modo incoscio, ci accompagnano ogni giorno della nostra vita, sono i colleghi di lavoro.
Forse in altre condizioni non avremmo avuto modo di scoprire la nostra umanità, in altri luoghi prese dalla quotidianità,non avremmo compreso come certe condizioni accrescono la solidarietà tra le persone.
Oggi in particolare una forte tensione ha attraversato la nostra giornata, se non fosse stato per le mie colleghe non avrei avuto la forza di tenere testa ad una giornata simile. Un'interminabile riunione su nuovi sviluppi ha sondato ogni angolo della nostra anima, ma alla fine ci ha restituito una forza nuova.
Adesso so che la lezione migliore poteva venire solo da chi è prossimo a me, ed è per questo vicino almeno come imigliori affetti che pensiamo di vivere.
Domani saremo di nuovo in fabbrica, c'è la possibilità che tentino di forzare il presidio, per questo sarà una notte lunga pensando alle colleghe in turno.Il cellulare acceso è l'unico sostegno invisibile, perchè ognuna di noi possa raggiungere l'altra. L'altro ponte è il pensiero constante, quello che ti fa sentire la presenza dell'altro in questo comune destino.
Comunque andrà abbiamo vinto.
Abbiamo vinto come persone,come donne,come madri, come sorelle e come colleghe.
Rosa Giancola"
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venerdì 21 gennaio 2011
...Riprendiamoci la dignità...
Care amiche,
oggi mi è giunta la testimonianza di Rosa su una tematica purtroppo ancora poco affrontata sia in politica che a livello sociale: Le donne e la loro dignità nella lotta per mantenere un posto di lavoro per se stesse e per i loro figli...
Lascio pertanto alla sua testimonianza tutto il posto che merita e mi auguro che possiate dare il vostro contributo e dire la vostra per iniziare a operare un cambiamento anche se piccolo di una realtà che si fa per noi sempre più amara... Non rassegnamoci, riprendiamoci la nostra dignità...
"Mi chiamo Rosa Giancola ,sono un operaia della Tacconi Sud.
Questa è la seconda notte di presidio all’interno della fabbrica. La prima è passata in bianco con lo sguardo sempre verso il cancello per paura di uno sgombero con la forza. Insieme a me le colleghe, qualcuna parla con il figlio più piccolo, e solo come una mamma sa fare spiega a quest’ultimo il perché “la mamma non dorme a casa stanotte”. Si salutano dandosi il bacio della buonanotte per telefono.
Non avevamo mai ascoltato la nostra fabbrica di notte; un silenzio irreale avvolge il luogo dove ogni giorno per 19 anni abbiamo lavorato e condiviso le nostre vite. Siamo qui nella speranza che questo gesto pieghi l’incuranza e la strafottenza del nostro datore di lavoro ai suoi doveri di persona per bene! Siamo quì nella speranza di non essere dimenticate! Per ricordare a tutti che le donne in questo Paese non sono soltanto escort e veline! Per ribadire a tutti gli economisti, se ce ne fosse bisogno, che il reddito familiare italiano si regge anche sull’enorme sacrificio che ogni donna in silenzio dona al PIL di questo Paese e non in mirabili e soddisfacenti professioni! Ma in lavori pesanti e spesso dimenticati.
Le donne che lavorano, quale posto occupano nel sentire comune?è difficile rispondere , a noi sembra di essere solo l’ennesima storia di “futura disoccupazione”, e in fondo ci rendiamo conto che quando è una donna a perdere il lavoro, questa perdita è avvertita come una “perdita minore”, di fronte a tanti “padri di famiglia” che restano disoccupati, in fondo le donne possono arrangiarsi, legate al destino delle “scelte femminili ”. Perché una donna “sceglie di lavorare” diversamente da chi ne ha diritto a prescindere.
Riflessioni notturne le mie, mentre penso se riusciremo a resistere, se e per quanto tempo non sarà stato inutile tutto questo.
Affido queste righe a fb, che dedico soprattutto alle mie colleghe.
Rosa Giancola"
A voi e al vostro buon cuore tutte le riflessioni del caso...
Grazie Rosa per aver condiviso questa amara esperienza con Mom&Woman, hai tutta la mia stima e considerazione...
oggi mi è giunta la testimonianza di Rosa su una tematica purtroppo ancora poco affrontata sia in politica che a livello sociale: Le donne e la loro dignità nella lotta per mantenere un posto di lavoro per se stesse e per i loro figli...
Lascio pertanto alla sua testimonianza tutto il posto che merita e mi auguro che possiate dare il vostro contributo e dire la vostra per iniziare a operare un cambiamento anche se piccolo di una realtà che si fa per noi sempre più amara... Non rassegnamoci, riprendiamoci la nostra dignità...
"Mi chiamo Rosa Giancola ,sono un operaia della Tacconi Sud.
Questa è la seconda notte di presidio all’interno della fabbrica. La prima è passata in bianco con lo sguardo sempre verso il cancello per paura di uno sgombero con la forza. Insieme a me le colleghe, qualcuna parla con il figlio più piccolo, e solo come una mamma sa fare spiega a quest’ultimo il perché “la mamma non dorme a casa stanotte”. Si salutano dandosi il bacio della buonanotte per telefono.
Non avevamo mai ascoltato la nostra fabbrica di notte; un silenzio irreale avvolge il luogo dove ogni giorno per 19 anni abbiamo lavorato e condiviso le nostre vite. Siamo qui nella speranza che questo gesto pieghi l’incuranza e la strafottenza del nostro datore di lavoro ai suoi doveri di persona per bene! Siamo quì nella speranza di non essere dimenticate! Per ricordare a tutti che le donne in questo Paese non sono soltanto escort e veline! Per ribadire a tutti gli economisti, se ce ne fosse bisogno, che il reddito familiare italiano si regge anche sull’enorme sacrificio che ogni donna in silenzio dona al PIL di questo Paese e non in mirabili e soddisfacenti professioni! Ma in lavori pesanti e spesso dimenticati.
Le donne che lavorano, quale posto occupano nel sentire comune?è difficile rispondere , a noi sembra di essere solo l’ennesima storia di “futura disoccupazione”, e in fondo ci rendiamo conto che quando è una donna a perdere il lavoro, questa perdita è avvertita come una “perdita minore”, di fronte a tanti “padri di famiglia” che restano disoccupati, in fondo le donne possono arrangiarsi, legate al destino delle “scelte femminili ”. Perché una donna “sceglie di lavorare” diversamente da chi ne ha diritto a prescindere.
Riflessioni notturne le mie, mentre penso se riusciremo a resistere, se e per quanto tempo non sarà stato inutile tutto questo.
Affido queste righe a fb, che dedico soprattutto alle mie colleghe.
Rosa Giancola"
A voi e al vostro buon cuore tutte le riflessioni del caso...
Grazie Rosa per aver condiviso questa amara esperienza con Mom&Woman, hai tutta la mia stima e considerazione...
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