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lunedì 26 settembre 2011

Un annuncio di lavoro a prova di mamma!

L’associazione Mom&Woman Onlus ricerca personale qualificato principalmente nel territorio di Latina e provincia da inserire nel proprio organico.
La selezione è rivolta a donne disoccupate con:
-Diploma di Maestra di Asilo
-Diploma di Vigilatore d’Infanzia
-Diploma di Puericultore
-Qualifica di Assistente d’Infanzia
-Diploma di Maturità Professionale di Assistente di Comunità Infantile
-Abilitazione magistrale
-Diploma di Maturità Tecnica Femminile (specializzazione dirigente di comunità)
-Laurea specialistica in psicologia (o vecchio ordinamento)
-Laurea in pedagogia
-Laurea in scienze della formazione primaria
e comprovata esperienza (almeno annuale) nel settore dell’educazione all’infanzia (vedi bando Allegato).
Titolo preferenziale sarà la conoscenza della lingua Inglese e l’essere mamma.
I cv e la documentazione prevista nel bando devono pervenire entro e non oltre il 26 ottobre all’indirizzo info@mom-woman.com

Non siate incredule amiche, avete letto bene!
Questo è chiaramente un annuncio di lavoro, anche di questi tempi si può. Ad Harvard insegnano che, quando il lavoro manca, bisogna crearselo. Attivare la mente e valutare nuove prospettive di crescita è per noi la regola!

Le destinatarie di questo annuncio sono donne disoccupate!Ops qualcuno pensa alla disoccupazione femminile? Anche questo si può.
Le stime poco rincuoranti relativamente al tasso di occupazione femminile, in particolare al centro-sud, sono la testimonianza che l’Italia non è un Paese per donne. Non c’è cosa più chiara dei numeri, anche quando la politica li abbellisce di champagne e cotillon. Il tasso di occupazione femminile è stabile al 46,3%, contro una media Europea molto vicina al 60%. Da una recente analisi della Banca d’Italia emerge che, con un tasso di occupazione femminile al 60%, il PIL crescerebbe di 7 punti percentuali e si ridurrebbe il rischio di povertà.
Tutto questo se l’Italia fosse un Paese per donne, invece non si posiziona nemmeno tra i primi 165 Paesi al mondo per politiche al femminile, secondo la classifica stilata da Newsweek (settembre ’11). Noi vogliamo un Paese per donne!

Titolo preferenziale per rispondere a questo annuncio di lavoro è l’essere mamma! Amiche, credetemi, non è uno scherzo! La maternità è quanto di più bello e grande una donna possa vivere. Rappresenta il miracolo della vita che si compie. Eppure anche con la maternità, in Italia, una donna inizia ad avere problemi. Problemi sul lavoro, perché sembra che rientri come una reduce di guerra mutilata e che pertanto, debba essere in qualche modo esonerata dal servizio. In realtà, gli unici poco illuminati sono solo quei datori di lavoro che la considerano tale. Sono ignoranti, non ho altre parole per definire la discriminazione. Ignoranti da un punto di vista umano e da un punto di vista economico-gestionale. Non che si debba essere tutti laureati in Economia per comprendere che una mamma è una risorsa e non una reduce di guerra. E’ una risorsa perché la maternità incrementa e potenzia la creatività (lo dicono gli psicologi), è una risorsa perché riesce a gestire più di un manager d’azienda tutti i carichi di cui è responsabile. Sfido formalmente ognuno di questi grandi amministratori d’azienda a confrontarsi con una mamma. Sarebbe un momento di crescita davvero esemplare e forse ci sarebbero più nidi aziendali, telelavoro e concessioni di part-time. Sono sicura che con il tempo si arriverebbe anche ad una parità retributiva (oggi lo stipendio di una donna è inferiore dal 10% al 25% rispetto a quello di un uomo con pari mansioni). Noi vogliamo un’Italia per le mamme e a favore della maternità!

Cerchiamo principalmente nel territorio di Latina e provincia. E qui ci sono donne che molto più di me potrebbero esprimere l’importanza della territorialità di questa selezione. Latina è un territorio imprenditoriale in dismissione. Spesso abbiamo parlato di Rosa e delle donne della Tacconi, loro ne sono solo un esempio. Noi crediamo che a Latina e provincia si possa ricominciare ripartendo dalle donne e dalle mamme!

E noi che vogliamo creare nuove prospettive di crescita, che crediamo che l’Italia possa essere un paese per donne e mamme, che chiediamo tutela per i diritti fondamentali legati alla maternità, che pubblichiamo questo annuncio di lavoro siamo Mom&Woman Onlus.
Un’associazione nazionale che opera per la tutela dei diritti civili di donne e mamme svantaggiate sotto il profilo economico, sociale, assistenziale o di qualunque altro genere, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione Italiana (www.mom-woman.com).

Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano, ma se non ci fosse quella goccia, all'oceano mancherebbe."


Madre Teresa di Calcutta

Buona giornata mamme, viva le donne!

martedì 8 marzo 2011

8 marzo alla Tacconi Sud

Care amiche,
in questa giornata dedicata alla donna, Mom&Woman ha sentito l'esigenza di mostrare la propria solidarietà alle donne della Tacconi Sud, andando fisicamente a trovarle sul luogo del presidio.Tutta la città di Latina, era stata formalmente invitata, ma a parte una schiera di giornalisti, a mio avviso c'è stata poca affluenza per una situazione così drammatica. In questa giornata della festa della donna, voglio ricordare a tutte, che essere indifferenti a questo tipo di situazioni, significa in parte convalidare tutte le discriminazioni che vengono fatte a nostro carico.
Il fatto che 29 donne (tra cui diverse mamme) perdano il lavoro, non è una cosa normale e non deve rientrare nell'ordinaria amministrazione altrimenti quale futuro si prospetta domani per le nostre figlie? Se non iniziamo sin da oggi ad essere portatrici di un cambiamento nel nostro piccolo, nulla cambierà. Le mie non sono solo parole, la nostra rivoluzione culturale deve prendere piede e deve essere una rivoluzione di azioni sociali volte a migliorare la questione femminile (in attesa che qualcuno al governo svolga il suo ruolo istituzionale). E' inutile lamentarsi e protestare: se non siamo noi per prime a farci promotrici di cambiamento, nessuno lo farà per noi!
Troppe parole sono state dette sulle donne, troppo clamore è stato fatto su Ruby, sulla mamma maitresse di Noemi, e come al solito le donne anche in questi casi si sono discriminate da sole. L'atteggiamento della maggior parte delle Italiane (anche le femministe) è stato quello di guardare alla prostituta minorenne e non al puttaniere di una certa età, come se fosse un problema di morale per la prima ma non per il secondo.La nostra è una società sessista, e questi sono i risultati.
Oggi sembra che si veda solo il lato negativo della medaglia: si parla poco del vero valore delle donne e di quella questione femminile che parte dal basso, di mamme che non hanno il tempo di fare le maitresse perchè devono pensare a come mangiare il giorno dopo, di donne che nel silenzio subiscono ogni tipo di violenza, che sono vittime di discriminazione sul lavoro e disoccupazione, che sono il motore immobile dei consumi e della società pur essendo le meno ascoltate, che devono dimostrare il loro talento il doppio se non il triplo degli uomini.
Mom&Woman nel suo piccolo pone in essere le sue azioni parlandovi di una questione femminile che è fatta di tutte noi, denunciando qualsiasi situazione metta nella condizione una donna o una mamma di essere vittima di discriminazione, aprendo il suo canale TV su Youtube per fotografare (nei giorni che verranno) la "nostra" questione femminile e darvene conto,e per proporre nuove azioni concrete sperando nell'aiuto di tutte coloro che abbracciano la sfidante mission di dare finalmente alle donne il ruolo che spetta loro di diritto.
Buon 8 marzo, viva le donne!

martedì 15 febbraio 2011

Riprendiamoci la dignità: dal Reality Show al Paese Reale!

Care amiche,
mi sono sempre chiesta cosa resta delle nostre lotte, delle nostre indignazioni, delle nostre manifestazioni di piazza, quando le luci dei riflettori si spengono e quando le TV hanno raggiunto l'audience desiderato da non volerne più parlare. La mia risposta è che, nel lungo periodo, in Italia la maggior parte dei problemi reali del Paese va a finire nel dimenticatoio e ciascuno di noi resta con i suoi mali. Donne e mamme perdono il lavoro, i nostri figli vivono e probabilmente vivranno la disoccupazione, il debito pubblico aumenta in maniera esponenziale, si fanno tagli al welfare di tutti i tipi (ma non alle auto blu e agli stipendi dei parlamentari) ed intanto in TV di questa Italia non si parla o si parla poco. Del resto è più importante che la gente si distragga con i reality show: l'Isola dei Famosi, il Grande Fratello, Amici ecc.
Gli Italiani vivono di reality e muoiono di Paese Reale, che paradosso!!!
Il consiglio che Mom&Woman, vuole dare alle sue lettrici, è di spegnere la televisione anche solo per un giorno. Questo esercizio, sembra banale, ma con un semplice gesto si può crescere in cultura. In quel giorno, fate più clic su Internet e meno zapping con il telecomando, leggete l'informazione libera e priva di condizionamenti, fatevi un'idea chiara di quello che accade nel nostro Paese.
Ad esempio se quel giorno fosse oggi e decideste di leggere Mom&Woman, incappereste in questa nuova nota di Rosa, pubblicata a titolo di protesta formale e per non dimenticare:


"Sono trascorsi 25 giorni dall'inizio del presidio. Abbiamo atteso questo l'incontro in prefettura come un passaggio importante e in parte risolutivo. Siamo uscite con un pugno di mosche in mano! Nessuna garanzia! stanno per scadere i termini per il completamento della domanda di cassa avviata dopo l'accordo del 18 gennaio, se per il 25 febbraio non verrano inseriti i profili di ciascun dipendente presso il data base dell'INPS rischiamo l'ammortizzatore sociale!
Del resto dobbiamo fidarci sulla parola che un liquidatore venga nominato per domani mattina!Come possiamo non fidarci! in questo Paese di galantuomini!
Mentre scendevo le scale con la delegazione delle colleghe, riflettevo sul fatto che tante volte mi ero pentita di aver trascinato queste disgraziate compresa me in un'avventura dagli esiti incerti, ma ad ogni gradino sceso concludevo che non c'era altro da fare e che non possiamo tornare indietro. Alcune di noi sono stanche e avvilite, non resta altro che aspettare la legge, ma quello che vorremmo davvero è un abbraccio da questa città.
Una sciagura si è abbattuta su questo territorio +94% di cassa integrazione solo nell'arco del 2010, ma bollettini di questo tipo appaiono solo sui giornali locali, in tal senso siamo al pieno federalismo dei dati ancor prima d'essere una federazione.
Tensioni di vario genere  attraversano il presido e impiego la maggior parte del tempo cercando di ascoltare tutti i disagi del gruppo. Non è facile superare le fasi iniziali dell'ennesima delusione, ma accade quasi sempre che ne usciamo rafforzate. Come oggi quando sono tornata in fabbrica per relazionare sull'incontro a chi aspettava il nostro ritorno.
Non si raccolgono onori da delegata sindacale, quando un attimo prima di iniziare a parlare l'assemblea tace e aspetta la prima frase come la buona novella.
Un lungo silenzio di delusione ha accolto le mie parole e nonostante la mia collaudata esperienza in "notizie impopolari" la mia voce un po' impacciata per il nodo in gola ha tradito la mia sicurezza. In soccorso è arrivata la loro solidarietà. Tutte hanno ripetuto "abbiamo fatto bene ad occupare Ro, chissà cosa avremmo fatto adesso!".
Alle mie colleghe va il miglior intervento della giornata. quella silenziosa consapevolezza di aver fatto per tutte noi la cosa giusta.
Rosa Giancola"

Tutto deve cambiare, affinchè nulla cambi...E' sempre stato così in Italia. Non è più importante la vita di una donna che lotta per la sua dignità e per mantenere un posto di lavoro rispetto a quello che fanno i naufraghi dell'Isola dei Famosi (a cui verrà dedicato quasi un intero canale televisivo per i prossimi mesi)?Io credo che sia giunto il tempo di passare dal Reality Show al Paese Reale, di spegnere la televisione e accendere il cervello.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!

giovedì 3 febbraio 2011

Riprendiamoci la dignità: il seguito...

Care amiche,
oggi è nuovamente giunta a Mom&Woman la testimonianza di Rosa, come seguito all'articolo scritto il 21 Gennaio 2011. Come me, vi sarete chieste: le donne della Tacconi Sud ce l'avranno fatta? Saranno valse a qualcosa le loro notti di occupazione in fabbrica?Leggete...
Buona giornata mamme, viva le donne!!!

"Sono trascorsi 13 giorni e 16 ore dall'inizio dell'occupazione della Tacconi Sud.Siamo tese e stanche. Siamo riuscite a ricavare un terzo turno di notte, riducendo il numero, da quattro a tre, per recuperare meglio tra un turno e l'altro.Le notti in compenso paiono più brevi, si dorme comunque poco.
Troppa calma in questi giorni. E' vero qualche garanzia in più c'è stata, la domanda  cassa avviata,l'istanza di fallimento depositata, tuttavia non mancano le pressioni psicologiche, c'è la possibilità che stacchino la corrente elettrica e se questo accadrà vorrà dire restare senza riscaldamento per la notte, ma quello che ci preoccupa di più sarà il buio che avvolgerà completamente questa nave in avaria con il suo equipaggio.  Ci rendiamo conto che gli esseri umani si abituano presto alle nuove condizioni, tanto che l'assurdità pare alle fine una strana routine. Ma la tensione resta.C'è la possibilità che la proprietà tenti di entrare, anche se fingono noncuranza,cominciano ad essere infastiditi dalla nostra determinazione, un pugno di donne, non ci credevano capaci di tanto! dimenticano forse che  le donne nella storia hanno sopportato oppressioni più lunghe.
 Tuttavia si pensa spesso a qualche azione che attiri l'attenzione mediatica e devo dire che quella che mi è giunta con queste  note è stata inaspettata.
Ma la sensazione di fondo è la paura di essere dimenticate, i tempi si allungano e tutto questo potrebbe  non bastare. Ciò che restera, comuque finisca sarà il valore che questa esperienza ha offerto a tutte noi. In questi giorni mi rendo conto di come gli altri sono presenti nelle nostre vite, al di sotto della soglia della nostra consapevolezza, in modo  incoscio, ci accompagnano ogni giorno della nostra vita, sono i colleghi di lavoro.
Forse in altre condizioni non avremmo avuto modo di scoprire la nostra umanità, in altri luoghi prese dalla quotidianità,non avremmo compreso come  certe condizioni accrescono la solidarietà tra le persone.
Oggi in particolare una forte tensione ha attraversato la nostra giornata, se non fosse stato per le mie colleghe non avrei avuto la forza di tenere testa ad una giornata  simile. Un'interminabile riunione su nuovi sviluppi ha sondato ogni angolo della nostra anima, ma alla fine ci ha restituito una forza nuova.
Adesso so che la lezione migliore poteva venire solo da chi è prossimo a me, ed è  per questo vicino almeno come imigliori affetti che pensiamo di vivere.
Domani saremo di nuovo in fabbrica, c'è la possibilità che tentino di forzare il presidio, per questo sarà una notte lunga pensando alle colleghe in turno.Il cellulare acceso è l'unico sostegno invisibile, perchè ognuna di noi possa raggiungere l'altra. L'altro ponte è il pensiero constante, quello che ti fa sentire la presenza dell'altro in questo comune destino.
Comunque andrà abbiamo vinto.
Abbiamo vinto come persone,come donne,come madri, come sorelle e come colleghe.


Rosa Giancola"

giovedì 27 gennaio 2011

Parola magica Tagesmutter...

Care amiche,
avete perso o rinunciato al lavoro a causa della maternità?
Niente paura, Mom&Woman oggi vi aiuta a capire come si può trasformare un'esternalità negativa in positiva e la parola magica si chiama Tagesmutter o "nido famiglia".
Il modello è quello, già diffuso nei Paesi del Nord Europa, di una abitazione privata trasformata in un piccolo asilo, per accogliere fino a cinque bambini da zero a tre anni: l'imprenditrice, in questo caso, è la donna di casa, magari già educatrice o, soltanto, molto amante dei bambini, che desideri trasformare la propria passione in una professione.
Dopo il Trentino Alto Adige, dove il nido famiglia è già una realtà, la legislazione più all'avanguardia è quella della Lombardia dove, lo scorso anno, una delibera regionale ha disciplinato l'istituzione, che non richiede modifiche strutturali alla casa (necessario solo il requisito di civile abitazione) né il possesso di un titolo di studio specifico da parte della mamma, e che prevede orari flessibili per rispondere alle esigenze delle famiglie.La formazione delle «Tagesmutter» è soprattutto di tipo pratico: progettazione di attività ludiche, elementi di prevenzione e di primo soccorso, indicazioni sull'allestimento di spazi e attrezzature nella propria casa, gestione dei rapporti con le famiglie, principi di alimentazione per la prima infanzia e programmazione della routine e della cura quotidiana dei piccoli.
Fondamento pedagogico è l'educazione tempestiva vale a dire un'educazione «proiettata al futuro», che mira a sviluppare al massimo le potenzialità del bambino che, soprattutto nei primi anni di età, sono enormi: da quando ha otto mesi, il bimbo riesce infatti a imparare con estrema facilità ciò che, in seguito, gli richiederebbe sforzi e impegno. L'altro pilastro educativo è quello della pedagogia positiva, metodo che premia soprattutto i progressi e le piccole conquiste quotidiane, considerando il bisogno dei piccoli di ottenere attenzione e gratificazione da parte degli adulti. Per i bambini solo la mamma è la migliore maestra.
Se volete avere maggiori dettagli a riguardo scrivete a Mom&Woman e sarò bene lieta di comunicarvi gli strumenti di questa nuova imprenditorialità.
A lavoro mamme, viva le donne!!!

sabato 22 gennaio 2011

Oggi voglio dare i numeri...

Care amiche,
per dare i numeri non è detto che bisogna essere pazze!Quando ero universitaria, la frase più gettonata era:"Professore il senso è questo, ma i numeri sinceramente non me li ricordo"...Ed invece i numeri servono a capire e ad avvalorare testimonianze come quella di Rosa. Ci sono numeri che dovrebbero entrarci bene in testa, perchè ci rappresentano e non sono un semplice dato di fatto da tralasciare e trascurare perchè in tv c'è il Grande Fratello o tutte quelle belle trasmissioni che distolgono l'attenzione dai problemi reali del Paese.
In Italia una donna su due è fuori dal mercato del lavoro. Una recente ricerca di mercato datata 7/12/2010 condotta dall’Eurostat (Ufficio Statistico delle comunità europee), dimostra che il 35.5%  delle Italiane non ha un impiego.
Diversa la fotografia scattata nel resto d’Europa, dove la media della percentuale delle disoccupate è del 22.1%.
Secondo Eurostat tra le cause principali dei dati relativi all’Italia c’è la “cura della famiglia“. Le donne italiane appaiono al resto del mondo più madri e casalinghe che donne in carriera. In controtendenza rispetto a questo dato l’Italia ha, allo stesso tempo,uno dei tassi di natalità più bassi del vecchio continente (9,6 bambini per mille abitanti, rispetto alla media Ue di 10,9).
Uno studio presentato dalla Commissione europea la scorsa estate sui sistemi educativi dei 27 Paesi membri e condotto da “Eurydice”, rete europea d’informazione sull’istruzione, e sotto il coordinamento dell’Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA), rivela come nel nostro paese siano ancora forti le discriminazioni sessuali nell’istruzione scolastica e come non si stia facendo quasi nulla per contrastarle.
In parole povere, un sistema scolastico sessista non può che produrre una società sessista. Secondo gli esperti, sono proprio gli stereotipi legati al genere che influenzano la possibilità di fare carriera in certe professioni.
E’ quella che in gergo viene definita “discriminazione verticale” che  in Italia tocca tutti i settori, a partire dalla presenza delle donne nel parlamento italiano. Con le elezioni 2008 la presenza femminile a Montecitorio ha raggiunto il 21% e a Palazzo Madama il 18%. Il dato sembrerebbe incoraggiante se non fosse che il numero di commissioni con presidente o vicepresidente donna è identico alla legislatura precedente, rispettivamente 2 e 6.
Fatte salve alcune eccezioni, tutti i Paesi europei hanno messo in pratica politiche per la parità tra i sessi nell’istruzione o intendono dotarsene al più presto. Tra le poche eccezioni, in compagnia delle repubbliche ex-sovietiche come Estonia, Polonia, Ungheria e Slovacchia, figura proprio l’Italia. Alcuni Paesi si sono impegnati nella lotta alle discriminazioni di genere (Francia, Lussemburgo, Lituania), altri hanno preferito affrontare i diversi rendimenti scolastici tra maschi e femmine (Romania, Danimarca, Galles), altri ancora hanno cercato di aumentare il numero dei presidi e direttori donna (Lettonia, Cipro e Norvegia). Il Belgio (parte fiamminga) e l’Inghilterra hanno addirittura intrapreso tutti e tre gli approcci. In Italia ancora poco è stato fatto in tal senso. L’Italia è classificata dallo studio tra quei “Paesi sprovvisti di politiche sostanziali in materia di parità tra i sessi nel campo dell’istruzione”.
Le notizie non migliorano per quanto riguarda l’orientamento professionale: ragazzi e ragazze continuano a scegliere lavori che rispecchiano i tradizionali ruoli di genere, tanto che alcune professioni continuano a rimanere tabù per le donne.
Care amiche questi numeri devono cambiare, per i nostri figli e le nostre figlie affinchè vivano in una società non classista, dove le donne soprattutto se madri devono poter occupare ruoli alti in ogni ambito lavorativo e sociale, perchè una mamma spesso gestisce più carichi di un manager d'azienda e li gestisce senza insuccessi con coscienza ed amore. Mi piacerebbe un domani non sentir più dire "Sono fortunata ad avere avuto un figlio maschio, perchè sarà più facilitato nella vita", e soprattutto mi piacerebbe non pensare che la persona che lo sta dicendo ha pienamente ragione. 
Non restiamo impassibili a guardare, come se non stesse succedendo a noi, facciamo sentire la nostra voce, i nostri diritti di donne e di mamme...Quello che è successo a Rosa, alle operaie della Omsa e a tante altre che magari non hanno avuto ancora voce non deve essere la normalità, parliamo di questi temi, forse non cambieranno subito le cose ma almeno non resteremo solo numeri...

venerdì 21 gennaio 2011

...Riprendiamoci la dignità...

Care amiche,
oggi mi è giunta la testimonianza di Rosa su una tematica purtroppo ancora poco affrontata sia in politica che a livello sociale: Le donne e la loro dignità nella lotta per mantenere un posto di lavoro per se stesse e per i loro figli...
Lascio pertanto alla sua testimonianza tutto il posto che merita e mi auguro che possiate dare il vostro contributo e dire la vostra per iniziare a operare un cambiamento anche se piccolo di una realtà che si fa per noi sempre più amara... Non rassegnamoci, riprendiamoci la nostra dignità...


"Mi chiamo Rosa Giancola ,sono un operaia della Tacconi Sud.
Questa è la seconda notte di presidio all’interno della fabbrica. La prima è passata in bianco con lo sguardo sempre verso il cancello per paura di uno sgombero con la forza. Insieme a me le colleghe, qualcuna parla con il figlio più piccolo, e solo come una mamma sa fare spiega a quest’ultimo il perché  “la mamma non dorme a casa stanotte”. Si salutano dandosi il  bacio della buonanotte per telefono.
Non avevamo mai ascoltato la nostra fabbrica di notte; un silenzio irreale avvolge il luogo dove ogni giorno per 19 anni abbiamo lavorato e condiviso le nostre vite. Siamo qui nella speranza che questo gesto pieghi  l’incuranza e la strafottenza del nostro datore di lavoro ai suoi doveri  di persona per bene! Siamo quì nella speranza di non essere dimenticate! Per ricordare a tutti che le donne in questo Paese non sono soltanto escort e veline! Per ribadire a tutti gli economisti, se ce ne fosse bisogno, che il reddito familiare italiano si regge anche sull’enorme sacrificio che ogni donna  in silenzio dona al PIL di questo Paese e non in mirabili e soddisfacenti professioni! Ma in lavori pesanti e spesso dimenticati.
Le donne che lavorano, quale posto occupano nel sentire comune?è difficile rispondere , a noi sembra di essere solo l’ennesima storia di “futura disoccupazione”, e in fondo ci rendiamo conto che quando è una donna a perdere il lavoro, questa perdita è avvertita come una “perdita minore”, di fronte a tanti “padri di famiglia” che restano disoccupati, in fondo le donne possono  arrangiarsi, legate al destino delle “scelte femminili ”. Perché una donna “sceglie di lavorare” diversamente da chi ne ha diritto a  prescindere.
Riflessioni notturne le mie, mentre penso se riusciremo a resistere, se e per quanto tempo non  sarà stato inutile tutto  questo.
Affido queste righe a  fb, che dedico soprattutto alle mie colleghe.

Rosa Giancola"


A voi e al vostro buon cuore tutte le riflessioni del caso...
Grazie Rosa per aver condiviso questa amara esperienza con Mom&Woman, hai tutta la mia stima e considerazione...