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lunedì 14 marzo 2011

Mom&Woman aderisce a "Vota Sì per Fermare il Nucleare"

Care amiche ,
oggi Mom&Woman vuole sottoporre alla vostra attenzione, l'iniziativa del Comitato Nazionale Fermiamo il Nucleare: vi chiedo pertanto di firmare l'appello per allontanare definitivamente il ritorno del nucleare in Italia e di aderire all'iniziativa. Questo è uno di quegli argomenti che non possiamo permettere passi inosservato perchè ne va davvero della salute dei nostri figli.
Mom&Woman, che ha fra i suoi principali obiettivi la tutela della salute della mamma e del bambino, si è impegnata formalmente in questa causa perchè, i più colpiti in caso di catastrofi nucleari o di semplici fuoriuscite di materiale radiattivo, sono proprio donne gravide e bambini. E' stato così a Chernobyl e sarà così purtroppo anche in Giappone.

Quello che forse alcune mamme non sanno su Chernobyl...
Nelle prime settimane dopo la catastrofe di Chernobyl, alcuni ricercatori dell'Istituto Medico di Stato di Gomel, sotto la direzione del suo giovane e brillante rettore, Professore Yuri Bandazhevsky, capirono che i danni collegati allo Iodio 131 e al CS137 iniziano sin dalla vita intrauterina. L'accumulo di molecole tossiche e radioattive nella placenta, in prossimità delle cellule responsabili della produzione di ormoni necessari alla riuscita della gravidanza, spiega in parte le anomalie constatate a livello della produzione ormonale. A causa delle modificazioni morfologiche provocate da questi radionuclidi, il feto soffre di una mancanza di ossigeno; il rischio di aborto aumenta. Inoltre, alla nascita, le malformazioni congenite in questi bambini di madri che vivono in  zone contaminate sono due volte più frequenti rispetto ai bambini di madri che vivono in zone non contaminate.
Allattato al seno di una madre che vive in un ambiente contaminato, il neonato vedrà la sua radioattività corporea aumentare molto rapidamente. I muscoli e le fasce conduttrici del cuore accumulano molto più Cs137 degli altri tessuti. Bandazhevsky descrive questa malattia, una cardiomiopatia, che bisogna prevenire o trattare prima che i danni non siano diventati irreversibili.
Anche le ghiandole a secrezione interna sono molto sensibili al Cs137. La ghiandola tiroidea conosce fasi di ipersecrezione o di iposecrezione ormonale. L'ipotiroidismo provoca il cretinismo nei neonati. Questi disturbi funzionali sono cento volte più frequenti dei cancri e nuocciono allo sviluppo fisico e intellettuale dei bambini.
Il sistema di difesa immunitaria è altamente sensibile alle radiazioni, tanto esterne che interne. Questo sistema poggia su cellule che si trovano nel sangue, per esempio i linfociti T, che vengono alterati come nell'AIDS. La produzione degli anticorpi viene ugualmente alterata. Dal punto di vista della salute, un disordine in questo sistema complesso si traduce con malattie allergiche, come l'asma. L'allergia al latte di mucca o alla frutta si riscontra nel 50% degli scolari e studenti di Gomel. Le malattie autoimmunitarie avvengono quando le cellule destinate a eliminare gli intrusi (microbi, corpo estraneo, cellule cancerose), prendono per bersaglio cellule sane di certi organi. Così quando le cellule della tiroide sono aggredite dal sistema di difesa in disordine, si avrà una infiammazione di questa ghiandola e un ipotiroidismo. Se sono le cellule beta del pancreas che vengono così (auto)aggredite,ne risulta un grave diabete glicemico.
Secondo Tatiana Voitovich, endocrinologa a Minsk, una nuova forma di diabete ha fatto la sua apparizione negli ultimi anni nelle zone colpite da radiazioni nucleari: un diabete insulino-dipendente, instabile, che colpisce i bambini sin dall'età di 3 anni. Questi bambini arrivano all'ospedale in coma, sono difficili da equilibrare con l'insulina. Questo diabete che peserà su tutta la vita del malato, era raro prima dell'incidente di Cernobyl.
Spero che queste argomentazioni siano sufficienti a farvi capire perchè Mom&Woman sposa la causa del Comitato referendario Vota SI per fermare il Nucleare, in realtà ce ne sarebbero anche altre, continuate a leggere...

Perchè il Comitato Nazionale VOTA Sì per fermare il Nucleare...
Il Comitato nazionale VOTA SI’ per fermare il nucleare lancia la sua sfida referendaria per portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì. Nonostante una massiccia campagna di disinformazione, il nucleare resta costoso, continua ad essere insicuro e a mettere a rischio la salute e l’ambiente, senza liberare l’Italia dalla dipendenza energetica (l’uranio si deve importare). Le stime più recenti fatte negli USA dimostrano che al 2020 il costo del kilowattora nucleare da nuovi impianti sarà del 75% maggiore di quello del  gas e del 27% dell’ eolico. Non ci sono certezze dal punto di vista sicurezza,  anche i nuovi reattori non sono stati progettati con criteri di sicurezza intrinseca, cioè in caso di incidente non sono in grado di  autoregolarsi. I lavoratori delle centrali e i cittadini che vi abitano intorno sono sempre a contatto diretto con la radioattività,  un’ indagine fatta in Germania  sulle 17 centrali, ha mostrato una dipendenza dell’insorgenza di patologie infantili (bambini da 0 a 5 anni) dalla vicinanza alla centrale e: addirittura, nel raggio di 5 km dalla centrale è stato rilevato un incremento rispetto alla media di 1,6 volte dei tumori embriogenetici (del feto nel ventre materno) e di 2,2 volte delle leucemie infantili rispetto ai casi attesi. Resta ancora irrisolta la questione delle scorie ed anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 è stato valutato che anche raddoppiando  l’ attuale potenza nucleare installata, la CO2 si ridurrebbe solo del 5%.
Comunicate la vostra adesione attraverso il link Contattaci presente sul sito www.fermiamoilnucleare.it e firmate l'appello a votare Sì per FERMARE IL NUCLEARE!!!
Buona giornata mamme,viva le donne!

giovedì 24 febbraio 2011

Finchè morte non ci separi...

Care amiche,
le peggiori violenze (fino all'omicidio) avvengono tra le mura domestiche, i figli vengono lasciati sempre di più allo sbaraglio, i divorzi aumentano con serie ripercussioni nella sfera psicologica di tutti i componenti del nucleo familiare.Che cosa sta succedendo alla famiglia?Cerchiamo di venirne a capo, se si può.
Analizziamo alcuni dati Istat del Dossier sulla Famiglia 2010 e partiamo dalla mina vagante dell'instabilità matrimoniale. Separazioni e divorzi sono in continua crescita. Il 70,8% delle separazioni ed il 62,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti nel matrimonio. Dalle separazioni e divorzi nascono famiglie mononucleari che si contrappongono alla famiglia tradizionalmente intesa.L'88,6% delle famiglie mononuclari sono rappresentate da mamme sole.
Il 14,3% delle donne dai 16 ai 70 anni ha subito nel corso della vita almeno una violenza fisica o sessuale all'interno della famiglia dal proprio partner (attuale o passato), mentre l'1,6% ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni per mano di un partente.Sebbene la violenza sia ritenuta grave nel 64,2% dei casi,solo un 7,2% delle vittime è riuscita a denunciarla.
Allora mi chiedo, e credo che sia legittimo, quale orco si cela dietro a tutto questo male?
La risposta è che di orchi ce ne sono troppi: l'individualismo portato all'eccesso, l'indifferenza nei confronti dell'altro, il dare tutto per scontato compresi i figli, l'ipocrisia prima di tutto con se stessi, la viltà di alcuni padri o partner (sì, perchè chi è violento con la propria moglie o compagna o con il proprio figlio, è semplicemente un vile), per non parlare degli standard educativi narcisisti, basati sull'immagine e sul successo da conseguire con ogni mezzo (si spazia dalla chirurgia plastica alle frodi di qualunque genere).
Padri e madri contemporanei sono imbevuti, almeno superficialmente, di psicologia (nel senso che siedono le poltrone di diversi psicologi) e di standard dell'ignoranza.Sentendosi inadeguati nella sfera emotiva, certi genitori comunicano con i figli solo tramite oggetti: la bella macchina, i bei vestirti, la disponibilità di denaro. I figli finiscono così per percepire i genitori soltanto come obbligati dispensatori di soddisfazioni materiali. Senza contare quei genitori che usano in modo deprecabile i propri figli come arma nelle dispute con l'altro coniuge, ignorandone totalmente il male arrecato.
Eppure la famiglia è il motore immobile della nostra società, senza la famiglia non c'è politica, non c'è economia e non c'è società.
La famiglia sarà pure un'istituzione imperfetta, ma con l'amore vero, la comprensione, il dialogo, la solidarietà, l'ascolto e perchè no, nei casi di patologia familiare con la denuncia, qualsiasi conflitto si può gestire e non necessariamente con la separazione.
Pubblicamente ringrazio mio nonno e mia nonna che sono ancora insieme da 60 anni e continuano a ricordarmi il valore immenso della famiglia, malgrado i sacrifici e la vita vissuta nel bene e nel male.
Buona giornata mamme, viva le donne!

lunedì 21 febbraio 2011

Educazione sentimentale: non quella di Flaubert...

Care mamme,
l'educazione dei nostri figli è un tema di primaria importanza anche se fortemente dibattuto.
I figli non chiedono di essere messi al mondo, ed è per questo che se decidiamo di averne, abbiamo la responsabilità di educarli con amore e secondo coscienza. Un'Educazione Sentimentale insomma!Eppure non è così scontato. La genitorialità non è un'attitudine implicita in ognuno di noi, molti per diversi motivi e situazioni, non riescono ad essere genitori, forse perchè a loro volta non hanno avuto punti di riferimento che siano stati un valido esempio di vita. I veri dissesti che si possono generare in un bambino/a, che prima o poi diventerà uomo/donna, sono proprio quelli causati internamente alla famiglia per disenteresse, incuria  o peggio ancora per violenze subite da parte dei genitori.
Nell'educazione di mia figlia, non mi chiedo mai se sono oppure non sono una buona madre, faccio del mio meglio secondo coscienza e con tanto amore, dedicandole la mia vita giorno dopo giorno e senza egoismi di varia natura. Adesso che è piccola, ha bisogno dei miei occhi, delle mie braccia e delle mie gambe per guardare, abbracciare e camminare in questo mondo!Solo così domani sarà in grado di farlo da sola, con sicurezza e determinazione, e di amare tanto la vita per quanto è stata amata da me!
Di recente ho letto un articolo che parlava dell'educazione che una mamma cinese impartisce alle sue figlie. Per chi volesse approfondire il tema, è stato scritto un libro a riguardo "Battle Hymn of the Tiger Mother" di Amy Chua, e sono rimasta abbastanza sbigottita dagli strumenti educativi utilizzati.
Il decalogo imposto dalla signora Chua alle figlie prevede le seguenti regole: non è permesso passare un pomeriggio a giocare con gli amichetti, partecipare ai pigiama party, partecipare alle recite scolastiche e lamentarsi per questo, guardare le televisione giocare con il computer, scegliere le proprie attività extrascolastiche, avere dei brutti voti a scuola (non è ammesso un voto inferiore alla A), non essere primi in tutte le materie con esclusione di ginnastica e teatro, scegliere di suonare degli strumenti musicali che non siano il pianoforte o il violino, rifiutarsi di farlo.
I genitori orientali di cui mamma Amy fa parte sono convinti che per i propri figli nessuna attività sia divertente finché non si raggiunge l'eccellenza. Al contrario i genitori occidentali pensano che non sia corretto stressare la prole per raggiungere dei traguardi degni di nota. In uno studio citato dalla scrittrice, il 70% delle mamme occidentali sono convinte che l'apprendimento debba essere accompagnato dal divertimento mentre la totalità di quelle orientali considerano che gli insuccessi dei figli dipendano da loro stesse e vada subito corretto. I genitori d'Oriente impiegano infatti molto più tempo a sostenere, aiutare e motivare i figli rispetto a quelli d'Occidente. Il libro sostiene che per questo i cinesi non mollano mai e cominciano a farlo nella culla.
La mia opinione a riguardo, è che la politica degli eccessi non è mai gradita. Il comportamento lassista occidentale spesso implica un distacco dei genitori dai propri figli anche in età in cui è necessario presidiare il campo e comportamenti così restrittivi come quelli orientali non portano a nulla se non a chiudere la mente.Se la signora Amy ritiene di educare così le sue figlie a non mollare mai, io ritengo che stia soltando spezzando loro le ali. Bisognerebbe trovare una via di mezzo tra i due comportamenti, l'essere accomodanti ma non troppo da un lato e l'essere sempre un punto di riferimento per i propri figli dall'altro.E per quanto riguarda le attitudini dei nostri figli è opportuno seguirle senza imporci. Non è necessario che suonino il pianoforte se in realtà vogliono giocare a calcio, che giochino a calcio!Può essere normale indirizzare i figli, ma è anormale forzarli a fare cose che non vogliono solo per assecondare i nostri interessi!Lasciamo che i nostri figli conoscano se stessi e capiscano da soli cosa vogliono e non vogliono. A tal proposito mi piacerebbe portare alla vostra attenzione una bella iniziativa i "Ludosofici". Sono laboratori di filosofia per bambini organizzati in tutta Italia da due giovani filosofi. Per esempio il laboratorio “Conosci te stesso”, presuppone un dialogo serrato di brevi domande e risposte in cui i bambini sono guidati in una riflessione su sé stessi e sul proprio carattere. E l’attività di filosofia pratica prevede di costruire una scatola di cartone che andrà riempita di materiali dalle caratteristiche tattili e sensoriali differenti ognuna associabile ai diversi aspetti del carattere di ciascuno: ogni bambino nel costruire questo suo autoritratto “tattile” può indagare e riflettere sulle diverse sfumature e ombre del proprio carattere e della propria personalità, avvicinandosi ad una migliore conoscenza del proprio sé e del proprio io.Per saperne di più www.ludosofici.com.
Sicuramente questi strumenti sono molto più utili delle politiche del "no"cinesi e possono aiutare i bambini a formare la propria coscienza e conoscenza in maniera autonoma e con senso critico anche diverso dal nostro.
Buona giornata mamme, viva le donne!

mercoledì 2 febbraio 2011

Figli o lavoro?In Italia si sceglie, in altri Paesi Europei si portano avanti entrambe le cose...

Care amiche,
oggi su esplicita richiesta di alcune di voi, parliamo della maternità e dei diritti sul lavoro, perchè spesso si alimenta confusione e non sempre è chiaro cosa si può fare e cosa no, con grande ansia e frustrazione per chi  invece dovrebbe solo vivere la gioia della nascita.
In Italia non si fanno più figli, con grande preoccupazione della politica, ma non è un compito da geni della lampada capirne il perchè. Una donna su due perde o rinuncia al lavoro a causa della maternità, e questo a tutti i livelli di carriera, dalle donne manager alle operaie (per non parlare dell'incubo che vivono le precarie). La donna è punita sul lavoro per il fatto di essere diventata mamma. Ci sono testimonianze di donne manager che hanno dedicato la loro vita al lavoro e che magari solo a 39 anni hanno ritenuto opportuno intraprendere la maternità. Ebbene dopo anni di duro lavoro al loro rientro sono state licenziate. E' l'esempio di Stefania Boleso, 39 anni, da 10 anni  responsabile marketing di Red Bull. Oppure ci sono mamme che subiscono mobbing, demansionamento e qualsiasi barbarie solo perchè sono state in grado di dare all'Italia un figlio e non possono permettersi di perdere il lavoro.
E' pur vero però che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, e ci sono anche ambienti di lavoro che tutelano la maternità, ma tutto sta alla ragionevolezza e all'umanità del top management e non ancora purtroppo alla consapevolezza che una mamma è una grande risorsa sia a lavoro che per il Paese. Questa consapevolezza, che è chiara in Paesi come la Norvegia ad esempio, si ripercuote sulla crescita del PIL nazionale incrementandola (e non sono sensazioni ma numeri!!!).

Veniamo a questo punto ai diritti delle mamme sul lavoro. Vi anticipo che la trattazione di questo argomento potrebbe non essere esaustiva e per questo vi rimando a consultare tutte le fonti in materia.
La tutela della donna in caso di maternità è regolamentata dalla legge n. 151 del 26 marzo 2001 che ha sostituito la vecchia legge n. 1204 del 1971 (“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”). 
La tutela del posto di lavoro
Le donne in attesa di un figlio, non possono essere licenziate nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il primo anno di età del figlio.
In caso di licenziamento, occorre presentare entro 90 giorni un certificato che dichiari l’esistenza della gravidanza nel momento in cui si è state allontanate dal posto di lavoro.
Il ricorso al licenziamento è nullo per: giusta causa (colpe gravi della donna), chiusura dell’azienda, scadenza del contratto. Sempre in questo arco di tempo, la donna non può essere sospesa a meno che non venga sospesa la produzione nell’intero reparto in cui lavora.
Per i 7 mesi successivi la scoperta di essere incinta, la lavoratrice non potrà effettuare trasporti, sollevare pesi, svolgere lavori pericolosi, faticosi e insalubri. Non possono altresì esserle affidati turni di lavoro dalle ore 24:00 alle ore 6:00.
Nei periodi di assenza per maternità, si continua maturare anzianità di servizio e, solo durante il periodo di assenza obbligatorio, anche ferie e tredicesima.
Al rientro sul posto di lavoro, dopo il periodo di maternità, (sia obbligatorio che facoltativo), la donna ha il diritto di continuare a svolgere le stesse mansioni, o equivalenti, che svolgeva in precedenza.
Astensione obbligatoria
La donna ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per 5 mesi totali a scelta semi-vincolata: può continuare a lavorare fino al 7° mese e restare a casa per i primi 3 oppure continuare fino all’8° mese e restare ad accudire il bambino per i primi 4 mesi di vita. Questa ultima ipotesi deve essere concessa sia da un medico specialista del sistema sanitario nazionale che da un medico competente nella prevenzione sui luoghi di lavoro.
Nel periodo di astensione dal lavoro, la donna riceve l’80% dello stipendio ed un eventuale 20% a seconda del contratto aziendale. Stessa cosa vale per l’uomo, che ora ha la possibilità (obbligo in alcuni casi) di astenersi per i 3 mesi successivi alla nascita del bambino.
Anche le lavoratrici che hanno adottato un bambino di età inferiore ai 6 anni di età possono avvalersi del diritto di astensione al lavoro per i 3 mesi successivi l’arrivo del bambino.
In caso di aborto sopravvenuto entro 180 giorni dal concepimento, la donna ha diritto ad un normale periodo di malattia prescritto dal medico, diversamente avrà diritto ai 5 mesi di assenza con l’80% dello stipendio. 
Astensione facoltativa
Con questa legge, sia padre che madre possono astenersi dal lavoro per un massimo di 6 mesi ciascuno ma per un totale di 10 mesi ricavato sommando i periodi di assenza dell’uno e dell’altra. Le assenze possono essere continuate o frazionati e utilizzabili fino al compimento dell’8° anno di età del figlio; in alcuni casi, i genitori possono assentarsi contemporaneamente dai reciproci posti di lavoro.
Nel caso di scomparsa di uno dei genitori (sia per morte che abbandono del figlio) il periodo per il singolo genitore si allunga a 10 mesi.
Per i genitori adottivi resta tutto invariato tranne il caso in cui il bambino adottato dovesse avere una età compresa tra i 6 e i 12 anni: in questo caso, l’astensione facoltativa può essere goduta entro 3 anni dall’arrivo in famiglia.
Per i giorni di astensione facoltativa, si percepisce il 30% dello stipendio fino al raggiungimento totale di 6 mesi di assenza tra padre e madre. Successivamente saranno solo i genitori a basso reddito a continuare a percepire la stessa percentuale di stipendio. 
Diritto all’allattamento
Durante il primo anno di vita, la madre può assentarsi per 2 ore al giorno dal lavoro per accudire il bambino (una sola se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore); le 2 ore possono essere cumulate oppure divise sempre all’interno della stessa giornata lavorativa. Se sul posto di lavoro è presente una asilo nido aziendale o una camera per l’allattamento, la lavoratrice non può allontanarsi dalla struttura e le ore messe a disposizione scendono a una soltanto (divisibile in 30 minuti per 2 volte). 
Permessi per malattia del figlio
Padre e madre possono assentarsi dal lavoro in caso di malattia del figlio che deve essere attestata da un medico specialista.
Fino a 3 anni di età del bambino, non vi sono limiti di assenza; dai 3 agli 8 anni, si hanno a disposizione soltanto 5 giorni all’anno.
L’assenza dal lavoro deve coinvolgere solo uno dei genitori che deve presentare apposita dichiarazione all’azienda nella quale attesta che il coniuge non sta usufruendo dello stesso permesso nel medesimo periodo.
In questi giorni, e per i primi 3 anni di vita del bambino, non si percepisce stipendio ma vengono comunque versati i contributi INPS. 
Assistenza a bambini con handicap
In questo caso, i genitori possono chiedere di aumentare il periodo di astensione facoltativa fino ad un massimo 3 anni a patto che il bambino non sia ricoverato 24 ore su 24 in una struttura specializzata.
In alternativa si può chiedere un permesso giornaliero di 2 ore (retribuite) fino al 3° anno di età del bambino e successivamente 3 giorni al mese.
Cosa cambierà in Italia con la nuova direttiva UE?
I lavoratori padri dovranno poter fruire, alla nascita di un figlio, di almeno due settimane di congedo interamente retribuito. Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha votato, con una maggioranza significativa e in prima lettura, la proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo che modifica la direttiva 92/85/CEE in materia di tutela della maternità e della paternità.
Del tutto nuovo, anche per il nostro Paese, l'invito rivolto agli Stati membri di far beneficare i padri di un autonomo periodo di assenza, appunto di almeno due settimane, da utilizzare nel periodo in cui opera il congedo obbligatorio per maternità, il cui periodo minimo deve essere aumentato, dagli Stati membri dell'Unione europea, da 14 a 20 settimane. Quest'ultima misura non tocca il nostro Paese, che già stabilisce in cinque mesi l'astensione obbligatoria dal lavoro per le neo-mamme.
Anche l'Italia dovrà, però, adeguare il trattamento economico di maternità alla nuova direttiva, che prevede che le 20 settimane siano integralmente retribuite. Attualmente l'indennità durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità è, invece, pari all'80% dell'ultima retribuzione, con l'integrazione al 90 o al 100%, che alcuni contratti - ma non tutti - pongono a carico del datore di lavoro.
Buona giornata mamme, viva le donne!!!

lunedì 31 gennaio 2011

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!

Care amiche,
oggi voglio porvi una domanda.Secondo voi,è giusto che per le colpe dei genitori, paghino anche i figli?
Sono migliaia le donne rinchiuse in carcere costrette a doversi allontanare dai  propri figli, maggiori di 3 anni, mentre almeno un centinaio di loro crescono il proprio bambino dietro le mura di un istituto penitenziario, con la prospettiva della separazione al compimento del terzo anno d’età (nonostante la legge n. 40/2001 preveda il diritto agli arresti domiciliari per le mamme detenute già condannate se non esiste il rischio di recidiva e se hanno già scontato un terzo della pena). In Italia si contano 56 bambini in carcere con le loro mamme. Avete idea di cosa può generare in un bambino appena nato e fino ai tre anni di vita il carcere?E' una cosa buona e giusta mamme?Mi appello al vostro buon cuore...
Il carcere, anche il migliore, è comunque un luogo di grande sofferenza: provoca crisi d’identità, rende impotenti, umilia, indurisce gli animi e crea un forte sentimento di rabbia contro la società.
La questione dei bambini detenuti con la mamma e di quelle migliaia che entrano ogni giorno in carcere per incontrare i propri genitori dietro le sbarre rappresenta un tema di salute pubblica e responsabilità sociale che coinvolge tutti e ci indica che la prigione non interessa solo chi sta dentro ma anche chi sta fuori. Sono 750mila infatti i bambini che entrano ogni giorno nelle carceri europee per incontrare i propri genitori, 75 mila ogni anno in Italia sono separati da un genitore (o da entrambi) perché in galera, 4.500 nella sola Lombardia, secondo un rapporto Caritas, 2.500 secondo il Ministero di Giustizia.
Se il Disegno di legge n. 1814 (Proposta Bernardini) venisse approvato, finalmente si darebbe la possibilità sia alle madri che oggi sono in carcere con i propri bambini piccoli, sia a quelle che se lo sono viste portare via, di vivere accanto ai propri figli in apposite “Case Famiglie Protette” almeno fino ai 10 anni di età. Nonostante il Disegno di legge n.1814 goda del consenso trasversale di tutte le forze politiche, è fermo dal 2008 in Commissione Giustizia della Camera, nel silenzio e nell’indifferenza generale.
Oggi, allora, sento di dire a chi ancora lascia nell'indifferenza queste mamme e i loro figli, a chi punta il dito per punire i loro reati con il carcere duro, a chi colpevolizza i bambini per colpe imputabili ai soli genitori, a chi semplicemente se ne frega : "Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!!!"
Buona giornata mamme, viva le donne!

sabato 29 gennaio 2011

I giochi ai nostri bimbi giochiamoceli bene...

Care amiche,
oggi voglio condividere con voi alcuni dati statistici sulla propensione degli Italiani ad acquistare giocattoli per i propri bimbi e sull'abitudine che si crea nei bambini a giocare con essi piùttosto che con noi.
Nel 2009, 1,4 miliardi di giocattoli  sono stati venduti nell'unione europea. Il 40% del tempo libero dei bambini italiani è trascorso con i giocattoli.
E veniamo al dubbio che puntualmente mi pongo a riguardo: questi giocattoli saranno sicuri?
Il 90 per cento dei giocattoli che trovate nei negozi italiani (e nei menu dei fast food) arriva dalla Cina, dove 9 aziende produttrici di giochi su 10 non rispettano le leggi su salari e condizioni di lavoro, e mi sono detta, figuriamoci se rispettano la sicurezza dei nostri bambini.
Cercando di chiarire questo dubbio, ho scoperto che Altroconsumo ha realizzato un'inchiesta sulla sicurezza dei giochi acquistati in negozi specializzati, ipermercati, supermercati e bancarelle: su 34 giocattoli acquistati in Italia e portati in laboratorio, ben 19 sono risultati pericolosi. Uno di questi era già stato segnalato al ministero dello Sviluppo economico nel 2004 (il Brio Stacking Clown): a distanza di 4 anni era ancora in vendita, nel totale disinteresse dei bambini.
Sono state eseguite prove di resistenza meccanica, per simulare i lanci e le tensioni a cui i bimbi sottopongono peluche e giochi in genere. A questi è stata aggiunta la ricerca di sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute, come formaldeide, cadmio, e solventi.
I rischi documentati in laboratorio vanno dal pericolo di rimanere con le dita intrappolate negli snodi e nelle fessure, alle sostanze chimiche, che possono essere inalate, succhiate, assorbite attraverso la pelle. E piccole parti che si staccano facilmente, col rischio di essere ingoiate.
Come potete notare un dubbio banale come il mio apre molti spunti che vorrei condividere con voi. Nel mio cercare ho imparato alcune cose:
1) In primis le 10 Regole per un giocattolo sicuro...
...Le trovate sul sito di Assogiocattoli oppure scaricando il seguente pdf http://www.assogiocattoli.it/files/comunicati_stampa_allegato_6.pdf
2) Che bisogna giocare di più insieme ai figli senza delegare tutto ai balocchi!!!
Costruire insieme la casa delle bambole, fare una partitella a pallone, cucinare o fare le cose di casa insieme,sono sempre occasioni di maturazione reciproca e non rubano chissà quanto tempo al nostro lavoro o alla nostra esigenza di tempo per noi. E allora giochiamo di più coi nostri figli esplorando e godendo la vita dal loro punto di vista, partecipando senza togliere loro il giusto spazio!
3) Che a costo zero, si possono realizzare giocattoli nel rispetto della salute dei nostri bimbi e che rispettano l'ambiente.
Perchè non realizzare la casa delle bambole per esempio in cartone,dipingendola come se fosse una casa vera insieme ai vostri bimbi durante il week? Basterebbe trovare in giro un cartone molto grande ed iniziare a sfruttare la sinergia con i vostri bambini per colorarla dei colori della vostra vita!!!
In tal modo produrreste due risultati, avrete giocato con i vostri figli nel rispetto dell'ecosistema.
Buona giornata mamme, w le donne!

martedì 25 gennaio 2011

I bambini non hanno colore...

Ritornando al tema delle favole, credo che a prescindere dalla realtà bella o brutta che sia, siano uno strumento molto utile per la crescita dei nostri bambini.
Sapere la favola di Cappuccetto Rosso, oppure quella di Cenerentola è anche un fatto culturale, anche se non è di vitale importanza.
L'esercizio che provo a fare con Rebecca, è quello di inventare favole sempre nuove e diverse che possano essere intercalate nella realtà.
Ve ne racconto una:
"Su un pianeta chiamato MONDO, vivono tanti bambini illuminati da un unico sole.Il pianeta è diviso in cinque zone. La più illuminata si chiama AFRICA, lì i bambini hanno la possibilità di giocare e correre con tutti gli animali più belli del mondo,respirare aria pulita ed avere il cielo più azzurro dell'azzurro del mare.
Essendo un posto così vicino al sole, questi bambini sono anche molto più abbronzati degli altri e quindi sempre molto belli e alla moda.
La seconda zona si chiama EUROPA, purtroppo non è così vicina al sole come l'Africa, addirittura in certi posti piove sempre ed il sole non è così caldo.I bambini lì riescono poco ad abbronzarsi ed appaiono per questo "bianchi".Non sempre possono correre e giocare perchè questa zona è piena di case e palazzi, di macchine e di industrie motivo per cui anche l'aria non sempre è così profumata come in Africa. Per questo in Europa i bambini giocano spesso in casa con i giocattoli.
La terza zona si chiama AMERICA, qui ci sono bambini abbronzati se si va a sud e bambini bianchi se si va a nord, sempre perchè dipende tutto dal sole.In America, puoi trovare quello che si trova in Africa e quello che si trova in Europa in misura molto più grande però.Per esempio le case sono grattacieli pieni di luci e i giocattoli sono molto più tecnologici. I bambini in  America mangiano cose strane come burro di arachidi e hot dog e per questo sono soggetti ad ingrassare un pò.
L'ASIA è la quarta zona qui ci sono davvero tanti ma tanti bambini, che hanno gli occhi a forma di mandorla e siccome sono illuminati dalla faccia orientale del sole hanno un'abbronzatura dorata quasi giallina.In Asia mangiano tanto riso e a volte pesce crudo. Sono bambini molto intelligenti e bravi a costruire tutto quello che si trova in Europa, in America e in Africa e poi capita anche che a volte vendano in tutto il mondo quello che fanno.
L'AUSTRALIA è la quinta zona, bella come l'AFRICA, piena di luci come L'AMERICA, a volte puoi trovare qualche bambino con gli occhi a mandorla come in ASIA e tanti giocattoli come in EUROPA.Ci sono animali come il canguro ed il koala che solo in Australia si possono vedere e con cui si può giocare sempre.
Tutti i bambini del mondo si conoscono e sono amici.Quando è il compleanno di un bambino in Africa, i bambini europei gli portano in dono qualche giocattolo, i bambini americani il burro di arachidi e qualche hot dog per la festa, quelli asiatici qualche gioco tecnologico che si può fare al computer,e gli australiani se riescono a farlo passare in aereoporto qualche canguro piccolo con cui salterellare in giro.
Ma niente è più bello e divertente di quello che organizza il bambino africano per i suoi amici: un bel gruppo di zebre per correre più veloce della luce in mezzo a tutti gli animali più belli del mondo, respirando l'aria più pulita del pianeta, sotto il cielo più blu dell'azzurro mare."

 
Al di là delle infinite favole che potete inventare, ci sono dei siti fatti molto bene per leggere favole moderne ai vostri bambini.
Ve ne indico due: http://www.ilnarrastorie.it e http://www.favole.org
Buona giornata a tutte le mamme, viva le donne!!!

lunedì 24 gennaio 2011

Mamma, che favola è la realtà?

Care Amiche,
oggi vi chiedo, che favola dobbiamo raccontare ai nostri figli/e affinchè siano pronti ad affrontare la realtà?
Quando ero piccolina, ricordo che mia mamma e mia nonna, mi raccontavano diverse favole per farmi addormentare e con queste ho imparato il primo senso dell'etica.
Le favole racchiudono l'idea che la vita sia in realtà più semplice di quanto non la si immagini, o meglio, aiutano a credere che dentro di noi possediamo tutti gli strumenti utili per affrontarla, in particolare quando, inevitabilmente, ci presenta le sue difficoltà.Crescere è un compito che richiede impegno e tante risorse; in queste condizioni le favole ci insegnano a non cadere mai nella disperazione, perchè ci ricordano che ci sono sempre opportunità e risorse impreviste che entrano in gioco proprio nei momenti in cui l'eroe è sul punto di sentirsi sconfitto.
La morale della fiaba è che si può riuscire in qualsiasi situazione!
La non negazione del "male" e dell'ombra insegnano, soprattutto, che il bene e il male, sono due qualità presenti in ogni essere umano e che, proprio queste due qualità, sono il filo conduttore e la causa della maggior parte delle sfide e delle lotte che nella vita si susseguono.
La favola insegna quanto sia seducente ed attraente il "male" poiché questo è sempre rappresentato da qualcuno o qualcosa di molto potente, abituato ad usare i suoi poteri con maniere subdole, (la strega, il drago, l'orco, il serpente, ecc.). Nelle fiabe troviamo spesso gli usurpatori che "rubano" il posto che spetterebbe di diritto all'eroe; e quando troviamo queste situazioni la conclusione, ci offre la morale, sempre chiara, che il "crimine", di fatto, non paga, perchè alla lunga chi rappresenta il male è un perdente.
La morale è molto forte, non perchè l'eroe risulta vincente, bensì perchè la vita dell'eroe, (il bene), alla lunga è molto più attraente di quella del suo antagonista, (il male), in questa situazione ci identifichiamo con la capacità di lottare e con il coraggio che l'eroe mostra.
E così sono cresciuta pensando che il bene vince sempre,che le persone in fondo sono tutte buone e che quando si lasciano vincere dal male è solo per debolezza o tentazione, che nella vita tutto è possibile se lo si vuole, che non esistono mostri che non si possono perdonare. Oggi invece mi trovo in una realtà molto più piena di orchi rispetto agli anni in cui sono cresciuta e sono tutti orchi che non riesco a perdonare e da cui voglio che mia figlia stia lontana, perchè non sempre nella vita potrò essere io a proteggerla.

"Bambina di 10 mesi, di San Felice Circeo, e’ stata ricoverata d'urgenza all’ospedale Gemelli di Roma per diverse e gravi contusioni sparse su tutto il corpo. Su questa vicenda ai limiti dell' incredibile e’ stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Latina. L'indagine e'stata avviata sulla base di un rapporto (obbligatorio) dei medici: la bimba presentava pesanti segni di percosse. Al momento, ancora non e’ stato accertato il luogo e le motivazioni delle percosse. Per questo motivo i genitori, separati e che si dividevano la gestione della bimba, sono stati interrogati dai carabinieri. Ascoltato dai militari anche il nuovo compagno della mamma. La donna avrebbe dichiarato ai carabinieri che la bimba ha passato il sabato con il padre."

Questa bambina ha l'età di mia figlia e non sapete quanto mi ritengo fortunata che Rebecca, è ancora troppo piccola per chiedermi: "Mamma, ma questa che favola è?"

giovedì 20 gennaio 2011

L'inaspettato...

Carissime amiche,
sono contenta di aver ricevuto tanti apprezzamenti su questo blog ma vorrei con tutto il cuore che non lo consideraste solo il mio blog ma anche il vostro. Mom&Woman nasce per voi ed è solo attraverso il vostro contributo che può sopravvivere. Quello che vorrei è che si creasse un cerchio di solidarietà tra donne per aiutare e sostenere altre donne in difficoltà. Parlo volontariamente di donne e non esclusivamente di mamme perchè l'essere mamma è uno stato dell'essere donna di ciascuna di noi. Non è detto poi che per avere un cuore di mamma sia necessario partorire dei figli, Madre Teresa di Calcutta ne è un esempio. Era una madre di uomini, pur non avendo partorito nessun figlio dal suo grembo. Mi piacerebbe che l'esempio di Madre Teresa giovasse a tutte le donne che non hanno avuto figli o che lottano per averne, affinchè non si sentano sole nel loro cammino ma continuino ad amare e sperare. Ci sono tante madri che abbracciano e crescono vite partorite dal grembo di altre attraverso l'adozione e sono mamme nel vero senso del termine. Mom&Woman vuole dare voce quindi a tutte le donne, in un contesto sociale in cui di voce in capitolo le donne ne hanno davvero poca. Questo blog, contrariamente ad altri, non è un copia ed incolla di notizie sparse nel web, Mom&Woman è un blog di testimonianze, di emozioni, di sensazioni, di contenuti personali, rappresenta tutto ciò che siamo e saremo, tutto ciò che vogliamo per noi e per i nostri figli, le nostre lotte per una società migliore e meno maschilista, la nostra tenacia nel mantenere il posto di lavoro dedicando comunque tempo ai figli oppure più semplicemente i nostri sorrisi quando incrociamo le faccine buffe dei nostri bimbi mentre cercano di gattonare oppure di parlare. E' per questo che vi dico: "Scrivete, commentate, alimentate con le vostre emozioni questo blog, nella certezza che potete essere d'aiuto a tante donne che nel leggervi magari troveranno sollievo". Se volete pubblicare la vostra esperienza di mamme oppure semplicemente di donne, se volete chiedere supporto ad altre mamme, se volete sollevare delle tematiche poco affrontate ma che afferiscono alla vostra quotidianità, Mom&Woman è il posto giusto per farlo, inviatemi una mail dal blog e sarò ben lieta di pubblicarla.

A mia figlia Rebecca


Mom&Woman è interamente dedicato a mia figlia Rebecca, ma è anche dedicato a tutte le mamme e ai loro bambini affinchè vivano i momenti magici della gravidanza, dell'allattamento e della crescita dei loro figli con serenità e amore...

Ebbene sì mia figlia mi ha cambiato la vita, mi ha trasformato e mi fa essere tutti i giorni migliore.Vivo la sua nascita come un dono e ringrazio Dio di ogni momento che passo con lei.
La mia gravidanza è stata ritenuta dai medici una gravidanza ad alto rischio per me e per la bambina, ed ho vissuto con poca serenità tutto, soprattutto perchè non era chiaro come sarebbe andata a finire. Lascio immaginare le mie preoccupazioni e le mie ansie ma non mi è passato mai nemmeno lontanamente per la testa di interromperla o di lasciarmi vincere dalla paura. Ho lottato per me e per Rebecca, ho sperato, pregato e amato sempre di più e alla fine oggi posso dire di aver vinto...Ecco perchè questa vuole essere una testimonianza di gioia per tutte quelle donne che pensano di non farcela o si sentono angosciate, che si sentono stanche o svuotate, che hanno perso il lavoro a causa della maternità, che vorrebbero avere un figlio e magari non ci riescono, o che più semplicemente non sanno cosa cucinare ai loro bimbi durante lo svezzamento o se è corretto l'acquisto del girello...Insomma questo è un posto dove tutte potete leggere e tutto potete chiedere...perchè non c'è nulla di più grande che condividere il proprio vissuto, le proprie gioie e la propria anima per far vivere con maggiore consapevolezza e serenità momenti unici ed irripetibili come la nascita di un figlio...
Vi lascio con le parole che ho scritto a mia figlia mentre era ancora in pancia...
BuonaGiornata a tutte!!! 

A Rebecca

Abbi il coraggio delle idee, di andare oltre...

Diffida di chi è buono solo a giudicare te e non giudica prima se stesso e di chi ti dice cosa devi o non devi fare senza darti il buon esempio.

Pensa a te, a ciò che ti fa stare bene, perchè chi ti ama veramente non è egoista e rispetta le tue scelte. 

Cerca i tuoi sentieri di luce sempre con uno sguardo umile, attento e fiducioso verso il tuo prossimo. 

Sposa le cause dei più deboli anche quando tutti propendono verso quelle dei più forti.

Anche se dovessi diventare il Presidente della Repubblica non dimenticare mai che ciò che hai e che sei ti è stato dato in dono da Dio e per questo devi condividerlo con chi non ha avuto le stesse tue grazie.Sii umile.

Scegli sempre la verità e rifuggi dalla falsità, perchè la verità è l'unica cosa che ti renderà libera.
Allontanati sempre dalla cattiveria soprattutto se dovesse annidarsi fra amici o parenti, perchè nulla la giustifica. Tu contraddistinguiti sempre per bontà e generosità.
Non avere mai paura perchè la paura rende sempre schiavi di qualcosa o qualcuno.
Ricorda che nella vita a tutto c'è rimedio, quindi non sentirti mai disperata. Fermati solo un attimo a riflettere e troverai la soluzione.
Se qualcuno ti delude, tu non fermarti e vai avanti per la tua strada.Niente e nessuno possono cambiare la bellezza del tuo essere.
Ricorda che prima di essere mia figlia, sei figlia di Dio. Fa parte del mio ruolo di madre amarti e crescerti. L'unico dovere che hai nei miei confronti è quello di essere felice.Non sentirti, pertanto, mai vincolata alle mie necessità e vola libera ovunque il tuo cuore ti dica.
Il mondo è così bello Rebecca, devi coglierlo in tutte le sue forme e dimensioni nella certezza che io sarò sempre con te ad amarti dell'amore di Cristo a prescindere da quello che farai, sarai e dirai o da dove andrai. Sarò con te sempre perchè tu sei la mia anima e l'anima non muore mai.
Mamma

mercoledì 19 gennaio 2011

Mom&Woman

Benvenute mamme, viva le donne!!!
Oggi nasce Mom&Woman, un mondo di informazioni, di emozioni e di curiosità per mamme e neo mamme.
Ogni mamma è prima di tutto una donna con le proprie emozioni, il proprio vissuto, i propri interessi, il proprio lavoro...Per essere buone madri non è necessario annullarsi come donne, per essere buone madri è necessario prima di tutto stare bene con se stesse per dare la giusta serenità ai propri bambini.
Mom&Woman aiuta a trovare la giusta serenità per affrontare la gravidanza, l'allattamento e i primi anni dei nascituri senza però trascurare la sfera psicologica e la gestione del tempo per se, per la famiglia e per il lavoro.
Mom&Woman vuole dare una risposta a tutte le neo mamme che si sentono in qualche modo sole, preoccupate, piene di dubbi o perplessità attraverso l'aiuto di altre mamme che mettono in rete la propria conoscenza ed esperienza.
All'indirizzo e-mail presente nel blog possono arrivare tutte le domande nella certezza che per ciascuna ci sarà una risposta, un aiuto oppure semplicemente la condivisione di una gioia o di un avvenimento lieto con tante altre mamme.