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giovedì 28 aprile 2011

Quanto è "dolce" casa nostra?

Care amiche,
lo sapevate che c'è una fabbrica che non produce nulla, ma sforna oltre 1000 kg di rifiuti l'anno? Pensate che è responsabile di malattie e morti per inquinamento urbano, ha visto crescere i propri costi di esercizio del 20% e consuma da sola il 28,8% di tutta l'energia prodotta. La cosa peggiore è che impossibile chiuderla, perchè è casa nostra...
Secondo un recente rapporto dell'Agenzia Europea per l'ambiente (EEA), c'è più inquinamento nelle nostre abitazioni che in strada con il traffico delle auto. Gas radom dalle pareti, fumo di tabacco, acari, elettromagnetismo da elettrodomestici, impurità dell'aria provenienti da impianti di climatizzazione, formaldeide dei mobili, acido nitroso delle murature e fumi dei gas di cucina sono le principali cause dell'inquinamento indoor, che supera i normali processi di avvelenamento esterno delle nostre strade cittadine. Nemmeno immaginiamo quanta sia la quantità di benzene che viene assorbita dai nostri abiti e che noi respiriamo tutta la notte dopo aver lasciato, ignari, pantaloni o gonne sulle sedie. Tale fenomeno non va sottovalutato perchè dentro le nostre case passano la maggiorparte del tempo le persone più deboli come bambini, malati o anziani.
C'è poi un'altro aspetto da non sottovalutare: la nostra casa non è per nulla tecnologica e ha muri e finestre che lasciano uscire il caldo in inverno e lo fanno rientrare d'estate, per cui è anche un colabrodo di energia.
Oggi Mom&Woman vuole indicarvi alcune azioni che a costo zero potrebbero rendere le nostre mura domestiche molto più vivibili:

Televisore, video registratore, lettore dvd e computer
Spegnerli con il pulsante e non solo con il telecomando. Gli apparecchi in stand-by continuano a consumare energia.
Lampade ad alta efficienza energetica
Scegliere lampade a fluorescenza a basso consumo, soprattutto per ambienti in cui la luce rimane accesa più a lungo per risparmiare l’80% dei consumi rispetto le lampade tradizionali
Condizionatore
Accenderlo solo in caso di reale bisogno, regolando il termostato su temperature non molto differenti da quella esterna.
Forno Elettrico
Non aprirlo frequentemente durante la cottura, preriscaldarlo solo quando è necessario e spegnerlo poco prima della fine della cottura, per sfruttare il calore residuo.
Forno a Micro-Onde
Utilizzarlo quando possibile perché consuma meno dei forni tradizionali
Frigorifero
Evitare frequenti ed inutili aperture dello sportello; posizionarlo nel punto più fresco della casa, lontano da fornelli e termosifoni, lasciando almeno 10 cm di distanza dal muro per la ventilazione
Lavastoviglie
Far funzionare l’apparecchio a pieno carico usando il meno possibile il ciclo intensivo, rimuovere dalle stoviglie i residui più grossi che potrebbero intasare il filtro e diminuire l’efficacia del lavaggio.
Asciugacapelli
Utilizzare l’apparecchio a temperature medie, quelle alte fanno aumentare i consumi e non fanno bene ai capelli
Lavatrice
Far funzionare l’apparecchio a pieno carico e a temperature non troppo alte (30-60 gradi C), se si dispone di un modello con asciugatura automatica usarlo solo quando non è possibile stendere il bucato
Scaldabagno
Non tenerlo acceso quando non serve.
 Ovviamente restano sempre valide le regole di base di arieggiare i locali più volte nella giornata e pulirli quotidianamente.
Buona giornata mamme, viva le donne!

giovedì 14 aprile 2011

Sicurezza nelle scuole: solo un optional!

Care amiche,
quando mandiamo un figlio a scuola, lo facciamo pensando che è al sicuro e che soprattutto ritornerà a casa arricchito di tante nozioni utili per la sua vita futura. Di certo non pensiamo che la scuola possa ledere alla sua salute! Eppure l'insicurezza degli edifici scolastici, la presenza di amianto, la cattiva gestione delle mense, possono comportare pericoli per la vita dei nostri figli. I comuni dovrebbero pertanto garantire scuole sicure sotto tutti i punti di vista, eppure questa non è mai sentita come priorità. Quasi una scuola su 4 nel Lazio necessità di interventi di manutenzione urgenti. Questo è il rapporto di Ecosistema Scuola 2011 di Legambiente relativamente ai capoluoghi laziali di Frosinone, Latina e Rieti. Roma e Viterbo hanno fornito dati  incompleti al punto da non rientrare nella classifica nazionale. Secondo la stima di Legambiente nessun edificio scolastico in queste città è stato costruito secondo i criteri di bioedilizia e soltanto il 23% rispetta i criteri antisismici.
Frosinone è una perla per le scuole del Lazio, ottenendo un 8 posto nella classifica nazionale, grazie al servizio di scuolabus a tutti gli edifici, alla somministrazione nelle mense scolastiche di pasti interamente biologici e ad un investimento di 93mila euro in media per gli interventi di manutenzione straordinaria di ogni singolo edificio.
Latina si piazza al 41 posto e Rieti al 71 posto della graduatoria nazionale. In questi capoluoghi solo un edificio su tre (37%) ha il certificato di prevenzione degli incendi. Il dato più allarmante è che per il 39% degli edifici in queste città è stata riscontrata la presenza di amianto ed il 38% si trovano in aree a rischio sismico dichiarato.
La spesa media per interventi di manutenzione straordinaria è di circa 35mila euro, soldi che le amministrazioni comunali fanno fatica a spendere.
Una nota positiva è che la totalità degli edifici di Frosinone, Latina e Rieti, possiede il certificato di agibilità e la certificazione igienico-sanitaria, ma solo il 57% ha effettuato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Il fatto che Roma e Viterbo abbiano fornito dati incompleti testimonia un assenza di controllo su temi fondamentali per la vita dei cittadini. A questo punto è chiaro che alla sicurezza dei nostri figli, non ci pensa nessuno se non ci pensiamo noi. Impegnamoci in prima persona a valutare gli edifici dove mandiamo o manderemo i ragazzi a scuola e esigiamo più sicurezza, denunciando ciò che non è a norma.
Mom&Woman accoglierà tutte le vostre segnalazioni, rendendole note attraverso il blog.
Buona giornata mamme, viva le donne!

        Fonte: Legambiente

martedì 5 aprile 2011

E adesso la pubblicità...



Li chiamano geni del marketing e della comunicazione, eppure fino ad oggi le loro campagne pubblicitarie hanno saputo mostrarci sempre i soliti "seni" ed i soliti "sederi" di donne rese oggetto e private della propria personalità, sottomesse sessualmente e stereotipate. Hanno provato così a venderci di tutto (dalla birra alle mozzarelle, dalle automobili al provolone). Dico venderci, perchè effettivamente siamo noi donne e mamme il motore dei consumi, siamo noi che veicoliamo le decisioni di acquisto in famiglia. Noi italiane, infatti, spendiamo 490 miliardi all'anno e ne guadagnamo 170, però il marketing non ci considera. Lo ha appurato uno studio di Boston Consulting Group (Bcg). E' un dato di fatto che prendiamo sei decisioni di acquisto su dieci in casa. A rigor di logica, quindi, tutte le pubblicità dovrebbero indirizzarsi principalmente a noi, eppure, non solo prediligono una platea prettamente maschile, ma ci sminuiscono, continuando a sancire una cultura sessista e non paritaria. E non è questione di moralismo o di rifiuto del messaggio sessuale in sé: quest'ultimo può anche andare bene purchè sia ironico e pertinente col prodotto. Il problema della pubblicità di oggi è che si usano le nudità di una donna oppure frasi volgari o ancora falsi stereotipi per vendere qualsiasi cosa. Per ogni prodotto, fateci caso, o c'è una donna nuda o ci sono allusioni volgari sessuali o c'è una mamma che combatte la polvere e le macchie mentre il marito sta comodamente in poltrona (come se la cura della casa fosse solo un problema di noi donne!).
Per non parlare poi, di tutte le modelle bellissime che si spalmano le creme antirughe e anticellulite, quasi a prendere in giro tutte quelle che di rughe e cellulite ne hanno davvero. Purtroppo la banalizzazione s’infila dappertutto e alla fine finiamo distrattamente per credere a quasi tutte le baggianate che ci propinano!
Eppure qualcosa finalmente sta cambiando! Per la prima volta aziende, associazioni dei consumatori, Istituzioni, esperti di comunicazione e pubblicitari si sono incontrati ieri a Roma ed hanno sottoscritto (durante il convegno organizzato da Consumers' forum titolato “Il consumo dell’immagine della donna”) una Carta degli impegni per assicurare il rispetto della dignità della persona nella comunicazione commerciale. Speriamo dunque di vedere meno donne nude e più idee creative per i tempi che verranno! E chissà che finalmente non ci sia, prima o poi, anche l'immagine di un buon marito a spolverare!!!
Buona giornata mamme,viva le donne! 


martedì 29 marzo 2011

Certo è un pò cara per essere acqua minerale all'arsenico!

Care amiche,
tempo fa, rimasi sconcertata dalla dichiarazione della presenza di arsenico nell'acqua dei nostri rubinetti e così decisi di preparare almeno i cibi per mia figlia con acqua imbottigliata, che ritenevo essere più sicura.
Pensai tra me e me: "Spenderò di più (perchè l'acqua imbottigliata costa!) ma sarò più sicura per la salute della bambina."
Indagando sulla vicenda, ho iniziato a scoprire che il Ministero della Salute non obbliga chi imbottiglia l'acqua a dichiarare quanto arsenico contiene. E allora la domanda che mi sono fatta è stata: "Quanto arsenico "non dichiarato" ci sarà nell'acqua minerale (quella che compriamo al supermercato)?"
Il nostro Ministero della Salute sembra essere più interessato a chiedere proroghe sul limite massimo di arsenico consentito nelle acque potabili, piuttosto che controllare le quantità che quotidianamente ingeriamo.
I limiti in discussione sono di 10 o 20 microgrammi per litro, ma molti medici sono perentori "L'arsenico non deve proprio esserci!!". L'arsenico inorganico, che si assorbe subito dopo l'ingestione, si distribuisce su tutti gli organi del nostro corpo. E' ritenuto un elemento cancerogeno certo e può provocare tumori alla vescica, alla pelle e ai polmoni.
L'abbassamento dei livelli di arsenico deve essere dunque una priorità continua e l'unica difesa per il cittadino è conoscere il contenuto di arsenico nell'acqua e nei cibi da consumare, ma questi dati sembrerebbero introvabili e non pubblicizzati dal Ministero della Salute.
In tutta trasparenza, Mom&Woman decide di pubblicare uno studio delle acque minerali europee condotto dall'Euro Geo Surveys pubblicato nel maggio 2010 sul sito Le Scienze (edizione italiana di "Scientific American"). Ovviamente rispetto a questa data, i livelli di arsenico potrebbero essere già mutati, ma noi mamme e noi cittadini come facciamo a saperlo?Ai posteri l'ardua sentenza...
Buona giornata mamme, viva le donne!



mercoledì 23 marzo 2011

MAI abbassare la guardia sul nucleare!

Care amiche,
diffondo a tutte, il comunicato stampa sulla moratoria del Comitato Nazionale vota Sì per fermare il nucleare. Pubblico, inoltre, il volantino che vi chiedo di far girare, perchè, contrariamente a quanto si vuole lasciare intendere, il rischio di riempirci di centrali nucleari, malgrado tutto quello che sta accadendo in Giappone, è ancora forte. 
La pausa di riflessione del Governo sul nucleare è solo un metodo per tranquillizzare gli Italiani ed evitare di raggiungere il quorum al Referendum. Ovviamente, potete immaginare da sole, quello che accadrà il giorno dopo il non raggiungimento del quorum sul nucleare. Magicamente finirà la pausa di rilfessione del Governo, e ci riempiranno, con l'inganno, di centrali nucleari. Il 26 marzo a Roma ci sarà una manifestazione a favore dei Referendum.
Sottolineo, dunque, la necessità di andare a votare SI contro il nucleare a giugno e di non abbassare MAI la guardia!
Ne va della salute e del futuro dei nostri figli!

Buona giornata mamme, viva le donne!!!




COMUNICATO STAMPA SULLA MORATORIA
NUCLEARE. COMITATO ASSOCIAZIONI: MORATORIA? UNA PRESA IN GIRO PER CHIUDERE LA BOCCA AGLI ITALIANI
 “Governo senza pudore. Questa moratoria è solo una presa in giro. Vogliono chiudere la bocca agli italiani perché sanno che dalle urne del referendum verrà fuori una sonora bocciatura del loro folle progetto nucleare”. L’annuncio, da parte del Ministro Paolo Romani, di una moratoria di un anno per il nucleare scatena le proteste delle oltre 60 associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’.
“La verità è che il governo sul nucleare non ha cambiato idea”, protestano le associazioni: “Vogliono solo rimandare il taglio del nastro dopo le amministrative e depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi, che la tragedia giapponese venga dimenticata”. Insomma, secondo il Comitato, “non è una pausa di riflessione, ma una subdola operazione di marketing fatta sulla pelle e sulla fiducia degli italiani. Non sono preoccupati della nostra salute, ma dell'andamento dei sondaggi”.
Inoltre, proseguono le associazioni, “vorremmo capire come intendono imporre agli italiani questa subdola moratoria: non basterà fermare il decreto legislativo sulla localizzazione delle centrali”.
Anche per dire no a questi “inaccettabili giochetti di prestigio”, le associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’  hanno convocato a Roma per sabato prossimo (26 marzo), in occasione della manifestazione per i referendum su acqua e nucleare, “tutti gli italiani che non vogliono una centrale sotto casa e che non credono alle false promesse del governo”.

sabato 19 marzo 2011

Domande e risposte sull'energia nucleare

Care amiche,
in collaborazione con il Comitato Nazionale Vota Sì per fermare il Nucleare, nasce la nuova sezione di Mom&Woman dedicata alle domande e risposte sull'energia nucleare (http://mom-woman.blogspot.com/p/domande-e-risposte-sullenergia-nucleare.html).
E' un'informazione necessaria affinchè capiate il perchè è fondamentale partecipare al Referendum e votare SI contro l'energia nucleare.
Riprendiamoci il futuro e la salute dei nostri figli!!!

Buona giornata mamme, viva le donne!!!

lunedì 14 marzo 2011

Mom&Woman aderisce a "Vota Sì per Fermare il Nucleare"

Care amiche ,
oggi Mom&Woman vuole sottoporre alla vostra attenzione, l'iniziativa del Comitato Nazionale Fermiamo il Nucleare: vi chiedo pertanto di firmare l'appello per allontanare definitivamente il ritorno del nucleare in Italia e di aderire all'iniziativa. Questo è uno di quegli argomenti che non possiamo permettere passi inosservato perchè ne va davvero della salute dei nostri figli.
Mom&Woman, che ha fra i suoi principali obiettivi la tutela della salute della mamma e del bambino, si è impegnata formalmente in questa causa perchè, i più colpiti in caso di catastrofi nucleari o di semplici fuoriuscite di materiale radiattivo, sono proprio donne gravide e bambini. E' stato così a Chernobyl e sarà così purtroppo anche in Giappone.

Quello che forse alcune mamme non sanno su Chernobyl...
Nelle prime settimane dopo la catastrofe di Chernobyl, alcuni ricercatori dell'Istituto Medico di Stato di Gomel, sotto la direzione del suo giovane e brillante rettore, Professore Yuri Bandazhevsky, capirono che i danni collegati allo Iodio 131 e al CS137 iniziano sin dalla vita intrauterina. L'accumulo di molecole tossiche e radioattive nella placenta, in prossimità delle cellule responsabili della produzione di ormoni necessari alla riuscita della gravidanza, spiega in parte le anomalie constatate a livello della produzione ormonale. A causa delle modificazioni morfologiche provocate da questi radionuclidi, il feto soffre di una mancanza di ossigeno; il rischio di aborto aumenta. Inoltre, alla nascita, le malformazioni congenite in questi bambini di madri che vivono in  zone contaminate sono due volte più frequenti rispetto ai bambini di madri che vivono in zone non contaminate.
Allattato al seno di una madre che vive in un ambiente contaminato, il neonato vedrà la sua radioattività corporea aumentare molto rapidamente. I muscoli e le fasce conduttrici del cuore accumulano molto più Cs137 degli altri tessuti. Bandazhevsky descrive questa malattia, una cardiomiopatia, che bisogna prevenire o trattare prima che i danni non siano diventati irreversibili.
Anche le ghiandole a secrezione interna sono molto sensibili al Cs137. La ghiandola tiroidea conosce fasi di ipersecrezione o di iposecrezione ormonale. L'ipotiroidismo provoca il cretinismo nei neonati. Questi disturbi funzionali sono cento volte più frequenti dei cancri e nuocciono allo sviluppo fisico e intellettuale dei bambini.
Il sistema di difesa immunitaria è altamente sensibile alle radiazioni, tanto esterne che interne. Questo sistema poggia su cellule che si trovano nel sangue, per esempio i linfociti T, che vengono alterati come nell'AIDS. La produzione degli anticorpi viene ugualmente alterata. Dal punto di vista della salute, un disordine in questo sistema complesso si traduce con malattie allergiche, come l'asma. L'allergia al latte di mucca o alla frutta si riscontra nel 50% degli scolari e studenti di Gomel. Le malattie autoimmunitarie avvengono quando le cellule destinate a eliminare gli intrusi (microbi, corpo estraneo, cellule cancerose), prendono per bersaglio cellule sane di certi organi. Così quando le cellule della tiroide sono aggredite dal sistema di difesa in disordine, si avrà una infiammazione di questa ghiandola e un ipotiroidismo. Se sono le cellule beta del pancreas che vengono così (auto)aggredite,ne risulta un grave diabete glicemico.
Secondo Tatiana Voitovich, endocrinologa a Minsk, una nuova forma di diabete ha fatto la sua apparizione negli ultimi anni nelle zone colpite da radiazioni nucleari: un diabete insulino-dipendente, instabile, che colpisce i bambini sin dall'età di 3 anni. Questi bambini arrivano all'ospedale in coma, sono difficili da equilibrare con l'insulina. Questo diabete che peserà su tutta la vita del malato, era raro prima dell'incidente di Cernobyl.
Spero che queste argomentazioni siano sufficienti a farvi capire perchè Mom&Woman sposa la causa del Comitato referendario Vota SI per fermare il Nucleare, in realtà ce ne sarebbero anche altre, continuate a leggere...

Perchè il Comitato Nazionale VOTA Sì per fermare il Nucleare...
Il Comitato nazionale VOTA SI’ per fermare il nucleare lancia la sua sfida referendaria per portare al voto almeno 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì. Nonostante una massiccia campagna di disinformazione, il nucleare resta costoso, continua ad essere insicuro e a mettere a rischio la salute e l’ambiente, senza liberare l’Italia dalla dipendenza energetica (l’uranio si deve importare). Le stime più recenti fatte negli USA dimostrano che al 2020 il costo del kilowattora nucleare da nuovi impianti sarà del 75% maggiore di quello del  gas e del 27% dell’ eolico. Non ci sono certezze dal punto di vista sicurezza,  anche i nuovi reattori non sono stati progettati con criteri di sicurezza intrinseca, cioè in caso di incidente non sono in grado di  autoregolarsi. I lavoratori delle centrali e i cittadini che vi abitano intorno sono sempre a contatto diretto con la radioattività,  un’ indagine fatta in Germania  sulle 17 centrali, ha mostrato una dipendenza dell’insorgenza di patologie infantili (bambini da 0 a 5 anni) dalla vicinanza alla centrale e: addirittura, nel raggio di 5 km dalla centrale è stato rilevato un incremento rispetto alla media di 1,6 volte dei tumori embriogenetici (del feto nel ventre materno) e di 2,2 volte delle leucemie infantili rispetto ai casi attesi. Resta ancora irrisolta la questione delle scorie ed anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 è stato valutato che anche raddoppiando  l’ attuale potenza nucleare installata, la CO2 si ridurrebbe solo del 5%.
Comunicate la vostra adesione attraverso il link Contattaci presente sul sito www.fermiamoilnucleare.it e firmate l'appello a votare Sì per FERMARE IL NUCLEARE!!!
Buona giornata mamme,viva le donne!

venerdì 11 marzo 2011

Conciliazione famiglia-lavoro e quote rosa: piccoli-grandi passi verso la parità

Care amiche,
cerchiamo di capire quali sono le novità dell'avviso comune tra Governo e Parti Sociali (siglato il 7 marzo 2011), a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro (in seguito Avviso comune) e come si sta evolvendo la questione delle quote rosa.
Avviso comune
Ecco alcune buone notizie:
  • regimi di orario di lavoro modulati su base semestrale o annuale;
  • impiego del telelavoro;
  • orari flessibili nei primi tre anni di vita del bambino;
  • trasformazione temporanea del rapporto di lavoro dal tempo pieno a quello parziale per i primi cinque anni di vita del bambino;
  • possibilità di concordare, nal caso di gravi infermità di un familiare, diverse modalità di espletamento temporaneo dell'attività lavorativa;
  • impegno ad assegnare la lavoratrice che rientri dalla maternità a mansioni che non vanifichino la professionalità e l'esperienza acquisite;
  • concessione di permessi non retribuiti al dipendente in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di vita;
  • istituzione e possibilità di ricorso alla banca delle ore;
  •  asili nido aziendali;
  • possibilità di usufruire di orario di lavoro concentrato, inteso come orario continuato dei propri turni giornalieri;
  • istituzione di buoni-lavoro per lo svolgimento, da parte di terzi, di prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio per attività domestiche.
Mom&Woman aveva già parlato, in un suo precedente articolo titolato "Il vero valore della flessibilità" http://mom-woman.blogspot.com/2011/02/il-vero-valore-della-flessibilita.html,degli strumenti di flessibilità aziendale che possono favorire le donne, in particolare se mamme, nella conciliazione famiglia-lavoro. Alcuni di questi sono stati presi in considerazione per prospettare una maggiore crescita dell'occupazione femminile che, come è noto a molti, oggi tocca soglie molto basse soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia.

Quote Rosa
Altra buona notizia attiene alle quote rosa: in approvazione al Senato (anche se in via molto dibattuta) la norma che prevede che il 30% dei consigli di amministrazione delle società quotate sia formato da donne. Mom&Woman aveva già affrontato questo tema nell'articolo titolato "Il sogno dell'Italia che vorrei" http://mom-woman.blogspot.com/2011/02/il-sogno-dellitalia-che-vorrei.html.

A noi donne e mamme, non resta che sperare, dunque, nell'attuazione di queste nuove politiche affinchè l'Italia possa diventare un Paese paritario e lontano da discriminazioni di qualunque sorta sulle donne. Anche se il rispetto dei diritti non si ottiene sperando, ed è così che Mom&Woman continuerà a fotografare, nel suo piccolo, la nostra questione femminile, quella del Paese Reale.
Buona giornata mamme, viva le donne!

    martedì 8 marzo 2011

    8 marzo alla Tacconi Sud

    Care amiche,
    in questa giornata dedicata alla donna, Mom&Woman ha sentito l'esigenza di mostrare la propria solidarietà alle donne della Tacconi Sud, andando fisicamente a trovarle sul luogo del presidio.Tutta la città di Latina, era stata formalmente invitata, ma a parte una schiera di giornalisti, a mio avviso c'è stata poca affluenza per una situazione così drammatica. In questa giornata della festa della donna, voglio ricordare a tutte, che essere indifferenti a questo tipo di situazioni, significa in parte convalidare tutte le discriminazioni che vengono fatte a nostro carico.
    Il fatto che 29 donne (tra cui diverse mamme) perdano il lavoro, non è una cosa normale e non deve rientrare nell'ordinaria amministrazione altrimenti quale futuro si prospetta domani per le nostre figlie? Se non iniziamo sin da oggi ad essere portatrici di un cambiamento nel nostro piccolo, nulla cambierà. Le mie non sono solo parole, la nostra rivoluzione culturale deve prendere piede e deve essere una rivoluzione di azioni sociali volte a migliorare la questione femminile (in attesa che qualcuno al governo svolga il suo ruolo istituzionale). E' inutile lamentarsi e protestare: se non siamo noi per prime a farci promotrici di cambiamento, nessuno lo farà per noi!
    Troppe parole sono state dette sulle donne, troppo clamore è stato fatto su Ruby, sulla mamma maitresse di Noemi, e come al solito le donne anche in questi casi si sono discriminate da sole. L'atteggiamento della maggior parte delle Italiane (anche le femministe) è stato quello di guardare alla prostituta minorenne e non al puttaniere di una certa età, come se fosse un problema di morale per la prima ma non per il secondo.La nostra è una società sessista, e questi sono i risultati.
    Oggi sembra che si veda solo il lato negativo della medaglia: si parla poco del vero valore delle donne e di quella questione femminile che parte dal basso, di mamme che non hanno il tempo di fare le maitresse perchè devono pensare a come mangiare il giorno dopo, di donne che nel silenzio subiscono ogni tipo di violenza, che sono vittime di discriminazione sul lavoro e disoccupazione, che sono il motore immobile dei consumi e della società pur essendo le meno ascoltate, che devono dimostrare il loro talento il doppio se non il triplo degli uomini.
    Mom&Woman nel suo piccolo pone in essere le sue azioni parlandovi di una questione femminile che è fatta di tutte noi, denunciando qualsiasi situazione metta nella condizione una donna o una mamma di essere vittima di discriminazione, aprendo il suo canale TV su Youtube per fotografare (nei giorni che verranno) la "nostra" questione femminile e darvene conto,e per proporre nuove azioni concrete sperando nell'aiuto di tutte coloro che abbracciano la sfidante mission di dare finalmente alle donne il ruolo che spetta loro di diritto.
    Buon 8 marzo, viva le donne!

    giovedì 3 marzo 2011

    Il talento delle donne: Fernandarte

    "L'arte è un'esigenza, essa è il risultato scaturito da pensieri persistenti che fortemente spingono per uscire affinchè altri possano vederli, come dei narcisi si compiacciono per compiacere.L'arte esiste perchè uno la crea e un altro la guarda."

    Queste le parole di Fernanda Quaglia, artista contemporanea bravissima e di talento. Un talento a molti sconosciuto: del resto molte donne operano miracolosamente tra l'ombra e l'anima.
    Le donne e l'arte che mix incredibile!Quando una donna si esprime attraverso l'arte riesce a mettere dentro tutto il suo vissuto, le sue emozioni, i suoi pensieri più ridenti e quelli più stropicciati come sono alcune tele di Fernanda.
    La voglia di non mollare mai, la tenacia anche di fronte ai no, le lotte e i fallimenti a causa di un mondo spesso sordo, cieco e pieno di artisti "raccomandati" che espongono nelle migliori gallerie del mondo non a causa del loro talento ma del loro status sociale e delle loro conoscenze. Eppure ditemi, se di fronte a tanta bellezza non siete colte da un'affascinante e coinvolgente sindrome di Stendhal.

    Azioni e Reazioni-Fernanda Quaglia

    Guardate questo quadro mamme, racchiude il senso più bello e grande della maternità. Il mondo è nella pancia di una donna, la vita intera è nella pancia di una donna, noi siamo donne e madri di questa umanità.
    Fernanda sa raccontare la vita e nelle sue opere si legge la forza di una donna che darebbe tutta se stessa per realizzare i suoi sogni.
    Mom&Woman oggi si fa portatrice del suo messaggio di arte, senso estetico e poesia, cosciente del fatto che l'anonimato non può durare a lungo per un'artista così. Se volete conoscere tutte le sue opere basterà consultare il sito www.artitaliana.com oppure seguire la sua pagina su Facebook Fernandarte http://www.facebook.com/profile.php?id=721168606#!/pages/Fernandarte/176844419004820
    Promuoviamo e facciamo venire fuori il talento delle donne!!!
    Buona giornata mamme, viva le donne!

    lunedì 28 febbraio 2011

    Il vero valore della flessibilità

    Care amiche,
    quando si parla di flessibilità sul luogo di lavoro spesso si incorre in false ambiguità, perchè l'argomento è sicuramente uno dei più complessi della disciplina del diritto del lavoro.
    L'obiettivo di oggi di Mom&Woman, sempre nel tentativo di facilitare l'utilizzo degli strumenti di flessibilità sul lavoro da parte di mamme e neomamme, è di fare luce su questo argomento.
    La flessibilità deve essere inquadrata in due ottiche diverse: in primo luogo, dal punto di vista del lavoratore ed in secondo luogo, dal punto di vista del datore di lavoro.
    Spesso questi due aspetti si confondono e si da un'accezione estremamente negativa alla flessibilità, perchè la si analizza esclusivamente dal lato del datore di lavoro. Gli strumenti di lavoro flessibile possono essere invece considerati un valido veicolo di crescita, se ne si comprende la logica per il lavoratore, e già lo rappresentano in Europa. 
    Voglio sottolineare che flessibilità non è solo il part-time!
    Diverse, sono infatti, le possibilità di flessibilità per il lavoratore (uomo o donna):
    1) Orari flessibili individuali
    Normalmente la flessibilità individuale consiste nella possibilità di variare gli orari d’ingresso e di uscita dall’azienda entro certe fasce predeterminate. L’orario flessibile individuale è un istituto non previsto dalle norme del Contratto nazionale di lavoro (in seguito Ccnl), ma neppure negato come possibilità, perciò può essere istituito dalla contrattazione aziendale.Esistono alcune esperienze dove il concetto di flessibilità individuale è stato esteso, superando il vincolo delle 8 ore di presenza giornaliera: in questi casi il singolo lavoratore può variare la propria presenza sul lavoro, ad esempio, da un minimo di 6 ore a un massimo di 9, l’importante è che la presenza media, in un arco di tempo definito, sia di 8 ore.
    2)Job Sharing
    E' un contratto di lavoro ripartito o contratto di lavoro a coppia. Più soggetti, solitamente due, assumono contemporaneamente il medesimo rapporto di lavoro suddividendosi un unico posto di lavoro a tempo pieno. Questi lavoratori hanno la facoltà di distribuirsi tra loro, con modalità autonome, l’orario e la quantità di lavoro. Ciascun lavoratore è responsabile dell’intera prestazione lavorativa, mentre il datore di lavoro è tenuto a distinti obblighi retributivi e contributivi come nel caso di due rapporti a tempo parziale, indipendentemente dall'effettiva prestazione di ciascun lavoratore.
    3)Orari annui
    Nel campo degli orari annui si collocano i periodi di aspettativa non retribuita, previsti dal Ccnl, agli artt. 14-bis e 12-bis, Disciplina speciale, rispettivamente Parte prima e Parte terza che si aggiungono all'aspettativa non retribuita che si può richiedere nel caso di malattia, quando si stia per superare il periodo di conservazione del posto di lavoro.
    Un ulteriore ampliamento a questa normativa deriva dai cosiddetti “congedi parentali” previsti dalla legge 8 marzo 2000, n° 53.
    4) Banca ore 
    Il Ccnl ha introdotto due istituti: il “conto ore” per accantonare i permessi annui retribuiti e la “banca ore” per accantonare eventualmente gli straordinari. Entrambi gli istituti hanno le stesse regole per la fruizione delle ore accantonate. Questi sistemi hanno un obiettivo preciso: costruire degli spazi individuali di gestione dei riposi retribuiti, in altre parole dotare i lavoratori di strumenti individuali che “compensino” i crescenti vincoli derivanti dalle variazioni del mercato. In questo modo rompere anche la sensazione di dipendenza costante a quelli che sono i flussi produttivi e di mercato.
    5)Part-Time
    Il contratto a tempo parziale è un istituto previsto dal Ccnl, all’art. 1-bis, Disciplina generale, Sezione terza: la possibilità di passare da tempo pieno a tempo parziale è un diritto indiscutibile per i lavoratori per i cosiddetti “lavori di cura” (assistenza ai congiunti ammalati e per la necessità di accudire i figli con età inferiori a 7 anni) nei limiti del 2% degli occupati a tempo pieno; mentre ulteriori incrementi, fino al limite massimo contrattuale del 4%, sono subordinati alle esigenze tecniche e organizzative dell’azienda.
    Gli strumenti di lavoro flessibili sono fenomeni occupazionali in continua crescita negli ultimi 20 anni in Europa, dove gli accordi sulle modalità e i tempi del lavoro sono parte integrante di una nuova strategia per l'occupazione e la crescita all'interno dell'Unione europea. Molto interessante è  l'ultimo rapporto di Eurofound "Part time in Europe 2010" http://www.eurofound.europa.eu/ewco/reports/TN0403TR01/TN0403TR01.pdf.
    All'estero infatti il part-time è uno strumento molto utilizzato, in ruoli di management e anche dagli uomini. Al momento, invece, in Italia è poco utilizzato (28% delle donne), spesso è "involontario" (cioè è un escamotage per pagare meno contributi ma di fatto la persona lavora full time, oppure è l'unico modo per una persona di lavorare, ma non rispecchia la sua scelta che sarebbe per un full time) e non riguarda quasi mai uomini (5%). Anzi, molte donne sono contrarie al part-time proprio perché rischia di marginalizzarle, o di istituzionalizzare il loro ruolo  di cura, ammettendo di fatto che è la donna a dover fare compromessi tra famiglia e lavoro e non l'uomo. Queste distorsioni, nella mente dei datori di lavoro e della popolazione in genere, provocano un cattivo utilizzo di tutti gli strumenti di flessibilità al punto che in Italia la flessibilità è ritenuta una trappola ed è malvista.
    Come sempre, servirebbe cambiare la testa agli Italiani, per produrre dei risultati. Avete idea di quanto gioverebbe il part-time oppure il job sharing ad una corretta ripartizione dei carichi lavoro-famiglia? Peccato che non sono considerati una  "cosa per uomini"  ma solo per donne (principalmente mamme), che implicitamente così abbandonano tutti i processi di crescita e di carriera in azienda. Provate a pensare di poter condividere tutti i carichi familiari anche con il vostro coniuge o compagno, attraverso un lavoro flessibile per entrambi, a tutti i livelli di carriera, senza che questo marginalizzi o demansioni chi lo fa.Non è un sogno e può essere realtà! Non è necessario, infatti, come accade in Italia, che la mamma che vuole il part-time, passi da manager a segretaria (nel migliore dei casi) o a dimettersi (nel peggiore); in Europa non cambia nè il job title nè l'occupazione, ma solo la fruizione del tempo libero, ed è così che deve essere anche in Italia. Una donna manager, con la maternità, non prende la qualifica di mamma-segretaria ma resta una mamma-manager con la sua laurea, le sue specializzazioni e vuole continuare a fare il suo lavoro. E questo vale a tutti i livelli di carriera: vale per le dipendenti e per le operaie, vale per tutte noi.
    Solo per completezza voglio evidenziare gli strumenti di flessibilità per il datore di lavoro, anche se ahimé quelli si conoscono maggiormente perchè sono ormai entrati nel gergo comune. Parliamo, per esempio, di straordinario, di cassa integrazione e di contratti di solidarietà.Ovviamente il termine cassa integrazione e tutto quello che ne deriva per un lavoratore, ha dato alla flessibilità un ruolo negativo, anche perchè in Italia se ne parla solo in questi casi.
    Eppure il vero valore della flessibilità se la si guarda dal lato del lavoratore è grande e tende alla parità uomo-donna, alla ripartizione dei carichi famiglia-lavoro, ad una migliore gestione del tempo lavorato a favore del tempo libero.Sono convinta che noi mamme e donne daremo il giusto valore alla flessibilità e ne usufruiremo davvero, solo quando non scenderemo a compromessi con la marginalizzazione ed il demansionamento in cambio di un lavoro "flessibile all'italiana"!
    Buona giornata mamme, viva le donne!



    giovedì 24 febbraio 2011

    Finchè morte non ci separi...

    Care amiche,
    le peggiori violenze (fino all'omicidio) avvengono tra le mura domestiche, i figli vengono lasciati sempre di più allo sbaraglio, i divorzi aumentano con serie ripercussioni nella sfera psicologica di tutti i componenti del nucleo familiare.Che cosa sta succedendo alla famiglia?Cerchiamo di venirne a capo, se si può.
    Analizziamo alcuni dati Istat del Dossier sulla Famiglia 2010 e partiamo dalla mina vagante dell'instabilità matrimoniale. Separazioni e divorzi sono in continua crescita. Il 70,8% delle separazioni ed il 62,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti nel matrimonio. Dalle separazioni e divorzi nascono famiglie mononucleari che si contrappongono alla famiglia tradizionalmente intesa.L'88,6% delle famiglie mononuclari sono rappresentate da mamme sole.
    Il 14,3% delle donne dai 16 ai 70 anni ha subito nel corso della vita almeno una violenza fisica o sessuale all'interno della famiglia dal proprio partner (attuale o passato), mentre l'1,6% ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni per mano di un partente.Sebbene la violenza sia ritenuta grave nel 64,2% dei casi,solo un 7,2% delle vittime è riuscita a denunciarla.
    Allora mi chiedo, e credo che sia legittimo, quale orco si cela dietro a tutto questo male?
    La risposta è che di orchi ce ne sono troppi: l'individualismo portato all'eccesso, l'indifferenza nei confronti dell'altro, il dare tutto per scontato compresi i figli, l'ipocrisia prima di tutto con se stessi, la viltà di alcuni padri o partner (sì, perchè chi è violento con la propria moglie o compagna o con il proprio figlio, è semplicemente un vile), per non parlare degli standard educativi narcisisti, basati sull'immagine e sul successo da conseguire con ogni mezzo (si spazia dalla chirurgia plastica alle frodi di qualunque genere).
    Padri e madri contemporanei sono imbevuti, almeno superficialmente, di psicologia (nel senso che siedono le poltrone di diversi psicologi) e di standard dell'ignoranza.Sentendosi inadeguati nella sfera emotiva, certi genitori comunicano con i figli solo tramite oggetti: la bella macchina, i bei vestirti, la disponibilità di denaro. I figli finiscono così per percepire i genitori soltanto come obbligati dispensatori di soddisfazioni materiali. Senza contare quei genitori che usano in modo deprecabile i propri figli come arma nelle dispute con l'altro coniuge, ignorandone totalmente il male arrecato.
    Eppure la famiglia è il motore immobile della nostra società, senza la famiglia non c'è politica, non c'è economia e non c'è società.
    La famiglia sarà pure un'istituzione imperfetta, ma con l'amore vero, la comprensione, il dialogo, la solidarietà, l'ascolto e perchè no, nei casi di patologia familiare con la denuncia, qualsiasi conflitto si può gestire e non necessariamente con la separazione.
    Pubblicamente ringrazio mio nonno e mia nonna che sono ancora insieme da 60 anni e continuano a ricordarmi il valore immenso della famiglia, malgrado i sacrifici e la vita vissuta nel bene e nel male.
    Buona giornata mamme, viva le donne!

    lunedì 21 febbraio 2011

    Educazione sentimentale: non quella di Flaubert...

    Care mamme,
    l'educazione dei nostri figli è un tema di primaria importanza anche se fortemente dibattuto.
    I figli non chiedono di essere messi al mondo, ed è per questo che se decidiamo di averne, abbiamo la responsabilità di educarli con amore e secondo coscienza. Un'Educazione Sentimentale insomma!Eppure non è così scontato. La genitorialità non è un'attitudine implicita in ognuno di noi, molti per diversi motivi e situazioni, non riescono ad essere genitori, forse perchè a loro volta non hanno avuto punti di riferimento che siano stati un valido esempio di vita. I veri dissesti che si possono generare in un bambino/a, che prima o poi diventerà uomo/donna, sono proprio quelli causati internamente alla famiglia per disenteresse, incuria  o peggio ancora per violenze subite da parte dei genitori.
    Nell'educazione di mia figlia, non mi chiedo mai se sono oppure non sono una buona madre, faccio del mio meglio secondo coscienza e con tanto amore, dedicandole la mia vita giorno dopo giorno e senza egoismi di varia natura. Adesso che è piccola, ha bisogno dei miei occhi, delle mie braccia e delle mie gambe per guardare, abbracciare e camminare in questo mondo!Solo così domani sarà in grado di farlo da sola, con sicurezza e determinazione, e di amare tanto la vita per quanto è stata amata da me!
    Di recente ho letto un articolo che parlava dell'educazione che una mamma cinese impartisce alle sue figlie. Per chi volesse approfondire il tema, è stato scritto un libro a riguardo "Battle Hymn of the Tiger Mother" di Amy Chua, e sono rimasta abbastanza sbigottita dagli strumenti educativi utilizzati.
    Il decalogo imposto dalla signora Chua alle figlie prevede le seguenti regole: non è permesso passare un pomeriggio a giocare con gli amichetti, partecipare ai pigiama party, partecipare alle recite scolastiche e lamentarsi per questo, guardare le televisione giocare con il computer, scegliere le proprie attività extrascolastiche, avere dei brutti voti a scuola (non è ammesso un voto inferiore alla A), non essere primi in tutte le materie con esclusione di ginnastica e teatro, scegliere di suonare degli strumenti musicali che non siano il pianoforte o il violino, rifiutarsi di farlo.
    I genitori orientali di cui mamma Amy fa parte sono convinti che per i propri figli nessuna attività sia divertente finché non si raggiunge l'eccellenza. Al contrario i genitori occidentali pensano che non sia corretto stressare la prole per raggiungere dei traguardi degni di nota. In uno studio citato dalla scrittrice, il 70% delle mamme occidentali sono convinte che l'apprendimento debba essere accompagnato dal divertimento mentre la totalità di quelle orientali considerano che gli insuccessi dei figli dipendano da loro stesse e vada subito corretto. I genitori d'Oriente impiegano infatti molto più tempo a sostenere, aiutare e motivare i figli rispetto a quelli d'Occidente. Il libro sostiene che per questo i cinesi non mollano mai e cominciano a farlo nella culla.
    La mia opinione a riguardo, è che la politica degli eccessi non è mai gradita. Il comportamento lassista occidentale spesso implica un distacco dei genitori dai propri figli anche in età in cui è necessario presidiare il campo e comportamenti così restrittivi come quelli orientali non portano a nulla se non a chiudere la mente.Se la signora Amy ritiene di educare così le sue figlie a non mollare mai, io ritengo che stia soltando spezzando loro le ali. Bisognerebbe trovare una via di mezzo tra i due comportamenti, l'essere accomodanti ma non troppo da un lato e l'essere sempre un punto di riferimento per i propri figli dall'altro.E per quanto riguarda le attitudini dei nostri figli è opportuno seguirle senza imporci. Non è necessario che suonino il pianoforte se in realtà vogliono giocare a calcio, che giochino a calcio!Può essere normale indirizzare i figli, ma è anormale forzarli a fare cose che non vogliono solo per assecondare i nostri interessi!Lasciamo che i nostri figli conoscano se stessi e capiscano da soli cosa vogliono e non vogliono. A tal proposito mi piacerebbe portare alla vostra attenzione una bella iniziativa i "Ludosofici". Sono laboratori di filosofia per bambini organizzati in tutta Italia da due giovani filosofi. Per esempio il laboratorio “Conosci te stesso”, presuppone un dialogo serrato di brevi domande e risposte in cui i bambini sono guidati in una riflessione su sé stessi e sul proprio carattere. E l’attività di filosofia pratica prevede di costruire una scatola di cartone che andrà riempita di materiali dalle caratteristiche tattili e sensoriali differenti ognuna associabile ai diversi aspetti del carattere di ciascuno: ogni bambino nel costruire questo suo autoritratto “tattile” può indagare e riflettere sulle diverse sfumature e ombre del proprio carattere e della propria personalità, avvicinandosi ad una migliore conoscenza del proprio sé e del proprio io.Per saperne di più www.ludosofici.com.
    Sicuramente questi strumenti sono molto più utili delle politiche del "no"cinesi e possono aiutare i bambini a formare la propria coscienza e conoscenza in maniera autonoma e con senso critico anche diverso dal nostro.
    Buona giornata mamme, viva le donne!

    venerdì 18 febbraio 2011

    Parità tra i sessi: semplicemente e meravigliosamente donne!

    Care amiche,
    si parla tanto di parità tra i sessi ma molto spesso accettiamo la disparità senza neanche accorgercene.
    Tutte le volte che lasciamo che gli altri ci considerino il sesso debole, quando non ci candidiamo per un lavoro tipicamente maschile, quando (sebbene si abbiano attitudini spiccate) rinunciamo a scegliere scuole troppo tecniche, quando per doverci affermare nel lavoro accettiamo di rinunciare alla nostra femminilità e alla nostra sensibilità per diventare crude e agguerrite più di un uomo in carriera,quando non abbiamo la forza di denunciare atti di violenza e soprusi, convalidiamo le discriminazioni a nostro carico. Vivremo in una società che promuove la parità nel momento in cui saremo semplicemente noi stesse in ogni ambito della vita con la nostra sfera emotiva e le nostre attitudini senza precluderci nessuna strada e senza subire violenze e assalti alla nostra dignità, quando i nostri stipendi saranno equiparati a quelli degli uomini visto il divario accentuato, quando saremo presenti nei consigli di amministrazione delle grandi aziende, quando la conciliazione dei carichi fra lavoro e vita familiare non sarà solo un nostro problema ma anche quello dei nostri coniugi, quando le istituzioni creeranno un'infrastruttura legislativa per la parità di genere.
    Quest'ultima è un obiettivo specifico della UE che ha elaborato una vera e propria strategia 2010-2015 per la parità tra i sessi a cui tutti gli Stati membri dovranno adeguarsi.
    Le iniziative della UE sono in 5 diversi ambiti e sostengono:
    1)L'indipendenza economica
    2)La parificazione degli stipendi
    3)L'uguaglianza nei processi decisionali
    4)La dignità e la fine delle violenze di genere
    5)L'Uguaglianza di genere nelle relazioni esterne
    Dalle stime della Commissione Europea emerge che:
    - Il tasso di occupazione femminile rimane inferiore a quello degli uomini, anche se le donne rappresentano la maggioranza degli studenti e dei laureati.
    - Le donne continuano a guadagnare in media il 17,8% in meno degli uomini per ogni ora lavorata e questa cifra rimane stabile.
    - Le donne sono ancora molto sottorappresentate nel mondo economico, politico e nelle posizioni decisionali.
    - La divisione delle responsabilità familiari è ancora molto diseguale tra uomini e donne.
    - Il rischio di povertà è maggiore per le donne rispetto agli uomini.
    - Le donne sono le principali vittime della violenza di genere e sono più vulnerabili al traffico di esseri umani. 
    E in Italia cosa accade?
    In Italia la situazione è molto inferiore alle medie europee, motivo per cui, il Ministero delle Pari Opportunità dovrebbe operare e lavorare seriamente affinchè ci siano le condizioni per favorire la parità di genere. Provate a fare un semplice test per comprendere di quanto il vostro stipendio è al di sotto di quello di un uomo che fa il vostro stesso lavoro, attraverso questo strumento presente sul sito della Commissione Europea http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=838&langId=it , e capirete quanto è ancora grande il cammino verso l'uguaglianza tra uomo e donna. E le disuguaglianze retributive sono solo uno dei fattori di disparità tra i sessi! Fermo restando che la parità deve essere prima di tutto un "fatto mentale" di noi donne, dobbiamo crederci, esigere rispetto e lottare per i nostri diritti. Dobbiamo convincerci che per avere un ruolo sociale, politico ed economico ed essere considerate di talento non è necessario assumere le sembianze di un uomo rinunciando alle nostre peculiarità di genere, ma semplicemente essere noi stesse.
    Buona giornata mamme, viva le donne!

    martedì 15 febbraio 2011

    Riprendiamoci la dignità: dal Reality Show al Paese Reale!

    Care amiche,
    mi sono sempre chiesta cosa resta delle nostre lotte, delle nostre indignazioni, delle nostre manifestazioni di piazza, quando le luci dei riflettori si spengono e quando le TV hanno raggiunto l'audience desiderato da non volerne più parlare. La mia risposta è che, nel lungo periodo, in Italia la maggior parte dei problemi reali del Paese va a finire nel dimenticatoio e ciascuno di noi resta con i suoi mali. Donne e mamme perdono il lavoro, i nostri figli vivono e probabilmente vivranno la disoccupazione, il debito pubblico aumenta in maniera esponenziale, si fanno tagli al welfare di tutti i tipi (ma non alle auto blu e agli stipendi dei parlamentari) ed intanto in TV di questa Italia non si parla o si parla poco. Del resto è più importante che la gente si distragga con i reality show: l'Isola dei Famosi, il Grande Fratello, Amici ecc.
    Gli Italiani vivono di reality e muoiono di Paese Reale, che paradosso!!!
    Il consiglio che Mom&Woman, vuole dare alle sue lettrici, è di spegnere la televisione anche solo per un giorno. Questo esercizio, sembra banale, ma con un semplice gesto si può crescere in cultura. In quel giorno, fate più clic su Internet e meno zapping con il telecomando, leggete l'informazione libera e priva di condizionamenti, fatevi un'idea chiara di quello che accade nel nostro Paese.
    Ad esempio se quel giorno fosse oggi e decideste di leggere Mom&Woman, incappereste in questa nuova nota di Rosa, pubblicata a titolo di protesta formale e per non dimenticare:


    "Sono trascorsi 25 giorni dall'inizio del presidio. Abbiamo atteso questo l'incontro in prefettura come un passaggio importante e in parte risolutivo. Siamo uscite con un pugno di mosche in mano! Nessuna garanzia! stanno per scadere i termini per il completamento della domanda di cassa avviata dopo l'accordo del 18 gennaio, se per il 25 febbraio non verrano inseriti i profili di ciascun dipendente presso il data base dell'INPS rischiamo l'ammortizzatore sociale!
    Del resto dobbiamo fidarci sulla parola che un liquidatore venga nominato per domani mattina!Come possiamo non fidarci! in questo Paese di galantuomini!
    Mentre scendevo le scale con la delegazione delle colleghe, riflettevo sul fatto che tante volte mi ero pentita di aver trascinato queste disgraziate compresa me in un'avventura dagli esiti incerti, ma ad ogni gradino sceso concludevo che non c'era altro da fare e che non possiamo tornare indietro. Alcune di noi sono stanche e avvilite, non resta altro che aspettare la legge, ma quello che vorremmo davvero è un abbraccio da questa città.
    Una sciagura si è abbattuta su questo territorio +94% di cassa integrazione solo nell'arco del 2010, ma bollettini di questo tipo appaiono solo sui giornali locali, in tal senso siamo al pieno federalismo dei dati ancor prima d'essere una federazione.
    Tensioni di vario genere  attraversano il presido e impiego la maggior parte del tempo cercando di ascoltare tutti i disagi del gruppo. Non è facile superare le fasi iniziali dell'ennesima delusione, ma accade quasi sempre che ne usciamo rafforzate. Come oggi quando sono tornata in fabbrica per relazionare sull'incontro a chi aspettava il nostro ritorno.
    Non si raccolgono onori da delegata sindacale, quando un attimo prima di iniziare a parlare l'assemblea tace e aspetta la prima frase come la buona novella.
    Un lungo silenzio di delusione ha accolto le mie parole e nonostante la mia collaudata esperienza in "notizie impopolari" la mia voce un po' impacciata per il nodo in gola ha tradito la mia sicurezza. In soccorso è arrivata la loro solidarietà. Tutte hanno ripetuto "abbiamo fatto bene ad occupare Ro, chissà cosa avremmo fatto adesso!".
    Alle mie colleghe va il miglior intervento della giornata. quella silenziosa consapevolezza di aver fatto per tutte noi la cosa giusta.
    Rosa Giancola"

    Tutto deve cambiare, affinchè nulla cambi...E' sempre stato così in Italia. Non è più importante la vita di una donna che lotta per la sua dignità e per mantenere un posto di lavoro rispetto a quello che fanno i naufraghi dell'Isola dei Famosi (a cui verrà dedicato quasi un intero canale televisivo per i prossimi mesi)?Io credo che sia giunto il tempo di passare dal Reality Show al Paese Reale, di spegnere la televisione e accendere il cervello.
    Buona giornata mamme, viva le donne!!!

    lunedì 14 febbraio 2011

    Mamme imprenditrici: si può!

    Care amiche,
    oggi Mom&Woman, vuole nuovamente ritornare sul tema dell'imprenditorialità femminile e sull'importanza di rimettersi in gioco nel mercato del lavoro.
    Dopo essere scese in piazza ieri, per difendere la nostra dignità di donne e certa che non sarà una manifestazione a cambiare le cose, credo sia opportuno iniziare a proporvi alcuni strumenti concreti di cambiamento.Vi segnalo, pertanto, un'interessante opportunità di lavoro. 
    Il 10 Febbraio 2011 è stato presentato a Milano il progetto Mamme Fanno Impresa, che intende supportare e far sviluppare il lato imprenditoriale di noi mamme, attraverso l'apertura in franchising di negozi Brums e Bimbus a condizioni vantaggiose.
    Il progetto, promosso da Preca Brummel, è la prima iniziativa di questo tipo in Italia. Come più volte sottolineato da Mom&Woman, le mamme hanno un altissimo potenziale anche in ambito imprenditoriale oltre che gestionale. Sono capaci, flessibili, con grande attitudine al problem solving e predisposizione alle relazioni umane. 
    Le mamme sono risorse e questo è uno dei primi progetti in Italia che finalmente ne propone una valorizzazione.
    Quali i vantaggi per le mamme?
    Per la conciliazione dei carichi familiari con il lavoro, Preca Brummel garantisce la "Mamma Jolly", una sostituta che nei primi 3 anni di attività si alternerà alla mamma imprenditrice nel suo periodo di ferie.
    Gli altri benefits previsti per le mamme sono relativi ai figli! L’azienda garantirà un piano di accumulo per gli studi: una “borsa di studio” della durata di cinque anni, riscattabile al diciottesimo anno d’età di ogni figlio; inoltre Preca Brummel assegnerà un guardaroba Brums o Bimbus del valore di 1.000,00 € all’anno per ciascun figlio.
    Se vi spaventa l'idea del Business Plan o del piano di comunicazione, state tranquille Mamme Fanno Impresa è un progetto trasversale anche a questi temi e garantisce un presidio ed un aiuto consulenziale a tutte le mamme che decideranno di diventare imprenditrici.
    Sul sito www.mammefannoimpresa.it è possibile trovare tutte le informazioni sul progetto.
    Non mi resta che dirvi: a lavoro mamme, viva le donne!

    venerdì 11 febbraio 2011

    E' iniziata la rivoluzione culturale...

    Care amiche,
    è con immensa gioia che vi comunico che ieri Rosa, era ad Annozero a rappresentare se stessa e le donne della Tacconi Sud, con grande forza; la stessa che traspariva nelle sue note pubblicate da Mom&Woman, a titolo di testimonianza e protesta formale. E' una bellissima notizia che mi motiva a credere in questa iniziativa. Confido, pertanto, nel vostro aiuto, affinchè la nostra voce di donne e mamme possa essere sempre più ascoltata e affinchè finalmente possa prospettarsi un cambiamento soprattutto per i nostri figli, perché vivano in una società paritaria e senza discriminazioni. Mi auguro che attraverso l’aiuto di tutte voi, si possa creare quel cerchio di solidarietà nella gioia per operare un cambiamento politico, economico, sociale e culturale nella nostra società. Sono convinta, infatti, che ci siano molte donne e mamme che vivono storie difficili e le tengono per sé, perché sono rassegnate a che nulla cambi. E sono anche convinta che chi, invece, vive una vita serena e soddisfatta non possa restare a guardare o essere egoista, perché la gioia va condivisa. Se molte stiamo bene, allora forse prima o poi staremo bene tutte. Se solo in poche stiamo bene, prima o poi non starà più bene nessuno.
    Affinchè le mie non restino solo parole, credo che la ricetta per concretizzare un cambiamento sia semplicemente dare il meglio di sé in ogni ambito della vita, spendendosi in prima persona per le giuste cause, anche se non sembrano le nostre cause. Non serve scendere in piazza per operare la nostra rivoluzione culturale, basta partire dalle piccole cose e a piccoli passi. Non abbiate paura di denunciare qualsiasi sopruso stiate vivendo e non abbiate paura di dire la vostra per sradicare pregiudizi o segnalare prospettive di cambiamento. Mom&Woman continuerà a parlare di questi temi, continuerà ad ascoltare e continuerà a sognare soprattutto per quelle donne e mamme che oggi non riescono a farlo.

    Quello che facciamo
    è soltanto una goccia nell'oceano.
    ma se non ci fosse quella goccia
    all'oceano mancherebbe.
                          Madre Teresa di Calcutta

    Buona giornata mamme, viva le donne!

    mercoledì 9 febbraio 2011

    Il sogno dell'Italia che vorrei...

    Care amiche,
    vi siete mai chieste che Italia sarebbe se le donne fossero ai vertici della vita economica del Paese? Io me lo chiedo puntualmente e puntualmente la risposta è sempre la stessa: un'Italia in crescita sotto tutti i punti di vista.
    Sembra una risposta banale, ma non lo è e ve lo dimostro.
    Nonostante la recessione, nel 2009 sono nate oltre 20 mila imprese in più (+1,5%) guidate da imprenditrici o con una forte presenza femminile. E numeri alla mano, le aziende con un alto numero di manager in gonnella fanno quasi il doppio dei profitti di un’azienda tradizionale. Eppure il gentil sesso continua a scontrarsi con i problemi di sempre: al tasso di occupazione femminile che in Italia (47%) è il fanalino di coda d’Europa (58% la media Ue), si associa un alto numero di precarie (il 25% contro il 13% degli uomini) e la scarsa presenza nei posti di comando: il 4-5% di donne siedono nei Consigli d’amministrazione delle grandi aziende.
    Un'interessante sintesi preparata dall'Istat e dal Dipartimento della Famiglia, inoltre, dimostra che vi è una relazione positiva tra tasso di occupazione femminile e tasso di natalità. Il che significa che dove le donne lavorano, fanno anche più figli. Allora se le donne che lavorano fanno più figli, questo significa che non possono essere questi ultimi un ostacolo alla carriera. E quindi non ci sono più scuse atte a tenere le donne di talento fuori dai vertici aziendali e dai CDA.
    Avere più donne italiane eccellenti al top è solo un bene per la nostra società ed economia. Mettiamoci bene in testa che il bacino di donne italiane laureate è grande e totalmente sottosfruttato.
    A livello politico si continua a ragionare unicamente in termini fiscali (di breve periodo): se più donne lavorano il PIL aumenta, e quindi si pensa a detassare il lavoro femminile. Eppure sono convinta che sono le strategie di leadership, le uniche a poter garantire una crescita di lungo periodo.
    Perchè in Italia non si pensa ad una normativa simile a quella norvegese che prevede che il 40 per cento dei consiglieri di amministrazione di aziende quotate siano donne?
    Perchè in Italia la focalizzazione è sull'aumento delle strutture di supporto alla maternità (asili nido) e non sull'incremento di donne nel top management aziendale?
    Provo a dare una risposta. Una donna di talento spaventa le stesse donne, figuriamoci gli uomini. La metà di quel 4-5% delle donne che siedono nei CDA in Italia, mi dispiace dirlo, è costituita da mogli, figlie e fidanzate dell’imprenditore di riferimento, provate a fare mente locale e vedete se non ho ragione (Azzurra Caltagirone, Emma Marcegaglia, Marina Berlusconi ecc). Nessuno che oggi è al potere (uomo o donna) vuole che cambino le cose, tutti vogliono conservare la poltrona, ma andando di questo passo quello che si conserverà sarà un Paese di vecchi sempre più povero e affamato.
    Care amiche credo che sia giunto il momento di iniziare la nostra rivoluzione culturale di donne e mamme. Se la politica non è meritocratica (basta vedere il numero di vallette titolari di quote rosa), la promozione di donne eccellenti  nella vita economica e sociale del Paese è possibile, ed è il sogno dell'Italia che vorrei.
    Buona giornata mamme, viva le donne!

    martedì 8 febbraio 2011

    Ridiamo l'Italia alle Italiane...

    La condizione della donna è la misura della civiltà di un paese.
    All'estero, attualmente, si fa un pò di confusione su chi siano veramente le Italiane. Ci stiamo qualificando per le prostitute di alto bordo, per le show girl della politica, per le minorenni assetate di soldi e se continuiamo così il modello si radicherà nella testa di tutti e tutti i buoni esempi cadranno nell'oblio soppiantati dai cattivi esempi.
    Senza voler dare giudizi bigotti e nel pieno rispetto delle scelte altrui (perchè la libertà di un individuo è sacra anche quando sceglie di prostituirsi per soldi), Mom&Woman oggi vuole rispolverare l'altra faccia dell'Italia e non c'è modo migliore per farlo che parlarne. Sono i buoni esempi che devono essere ricordati e non quelli che tutti i giorni vediamo in TV o di cui sentiamo parlare al TG. Se penso che una ragazza minorenne oggi, ha il consenso dalla madre a prostituirsi per soldi, come è emerso da una recente intercettazione telefonica, resto sconcertata e non so effettivamente quanto la famiglia che era ed è il pilastro del nostro vivere sociale, possa continuare ad avere il suo ruolo guida, se è proprio in seno alle famiglie che si ottiene il benestare per scelte dubbie.
    Si è davvero così affamati e disperati da accettare che una figlia minorenne si prostituisca per soldi?Oppure sono i "non valori" che si portano dentro a spingere verso determinate scelte e comportamenti? Credo la seconda.
    Eppure c'è una storia d'Italia alternativa a quella che spesso si legge sui giornali, fatta da donne che hanno lottato e si sono fatte strada nel mondo, anche per lasciare un paese migliore a noi, che siamo le loro dirette - e troppo spesso smemorate - discententi.
    Ripartiamo da questa allora per ritrovare ciò che saremo in virtù di ciò che eravamo.
    Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Matilde Serao, Grazia Deledda, Sara Simeoni, Anna Magnani, Sophia Loren, Carla Fracci, Elsa Morante, Giovanna Mezzogiorno, Luisa Spagnoli e la lista continua e si riempe di tutte noi che ogni giorno combattiamo per dare una vita migliore ai nostri figli, che siamo grandi eroine per i nostri cari, nella nostra famiglia, che lottiamo per un posto di lavoro, che sorridiamo nelle difficoltà e troviamo mezzi leciti per superarle, solo noi possiamo ridare all'Italia la dignità perduta.
    Il 13 febbraio le Italiane scenderanno in piazza per difendere la loro dignità, è sicuramente una protesta simbolica per dimostrare al mondo intero che non siamo solo escort o veline e per sradicare la nuova concezione che si sta radicando nelle teste di tutti. E' pur vero che non basterà scendere in piazza per allertare le coscienze, ma saranno i comportamenti quotidiani e soprattutto la nostra volontà ferrea di cambiare le cose a livello politico, sociale, culturale ad operare la rivoluzione.
    Buona giornata mamme, viva le donne!!!

    venerdì 4 febbraio 2011

    10 Regole d'oro per provare a cambiare vita...

    Care amiche,
    la vita di noi mamme e donne in generale è una continua corsa tra impegni di lavoro e carichi familiari. Non avere molto tempo per noi stesse o per i nostri cari ci stressa oltremodo e si finisce così la propria giornata con non poca frustrazione. E' come se la vita fosse stata programmata, le persone si aspettano da te che tu svolga al meglio ogni ruolo che ti è stato affidato. Devi essere una eccellente moglie, madre, manager, amante, compagna di giochi e di avventure, però non sempre hai il tempo da dedicare alla cura della tua persona e dei tuoi desideri  e quando ti rendi conto che, in realtà, stai solo correndo, senti il desiderio di fermarti anche solo per respirare. A cosa serve del resto correre così?Ve lo dico io, non serve a niente e nessuno,non serve ai nostri figli che percepiscono il nostro stress, non serve ai nostri mariti che ci sentono nervose, e non serve ai nostri datori di lavoro che ci vedono distratte.E poi, perchè correre così? Alla fine si vince un premio?
    Allora amiche qui ci vuole Downshifting (Semplicità Volontaria), bisogna semplicemente scalare marcia, rallentare. 
    Che significa? Molte cose in una. Significa ad esempio prendersela con calma, lentamente, non affannarsi, in primo luogo per le questioni di lavoro, i soldi, la carriera.Significa fare meno ma anche fare meglio, con più passione e più senso e in modo più semplice (magari rinunciando all’ultimo modello di smartphone che invece di semplificarci la vita ce la complica con aggiornamenti continui, rischi di attacchi di nuovi virus, moltiplicazione di funzioni che nessuno utilizzerà mai), a prescindere da quello che si fa. Significa avere più tempo per sé, la propria famiglia, gli amici, gli hobby, perché no anche per le vacanze, a patto ovviamente che non siano troppo costose. Perché il downshifting, moda, fenomeno culturale o qualsiasi altra cosa sia o stia diventando, predica una riduzione un po’ in tutti quegli aspetti che in una normale esistenza di una persona occidentale, o comunque vivente in un’economia industrializzata, provocano stress, ansia, perdita di contatto con le cose che hanno più senso nella vita. E, alla fine, rischiano di far perdere il senso e il gusto di vivere.
    Se tutti facessimo downshifting, che cosa succederebbe? Nessuno può dirlo, ovviamente. E nonostante questa filosofia di vita stia facendo proseliti, la larghissima maggioranza di noi o è ancora attratta fatalmente dall’equazione lavoro di più = guadagno di più, oppure non riesce a uscire dal meccanismo della vita-as-usual anche se sente che gli ingranaggi lo stanno pian piano stritolando.
    E' pur vero amiche, che per fare downshifting ci vuole coraggio e spesso non si sa da dove partire. Oggi Mom&Woman vi parla delle 10 Regole della Semplicità Volontaria, stilate da Tracey Smith, una guru del downshifting inglese.
    Ecco, dunque, quali sono le regole del buon downshifter. Che strizzano anche l’occhio al green e ad uno stile di vita sostenibile. Come dire che tutto si tiene, alla fine.

    1) Fai un esame del tuo budget di tempo e del tuo budget finanziario.

    2) Taglia una carta di credito (in senso letterale!) come gesto simbolico e liberatorio.

    3) Dona qualche oggetto, giocattoli, vestiario ad un ente caritatevole, così sperimenti un comportamento di natura gratuita.

    4) Fai un elenco dei tuoi acquisti settimanali e tagliane almeno 3 (non essenziali).

    5) Pianta qualcosa in giardino, coltivalo, innaffialo e poi mangialo, per imparare che non tutto il cibo si deve acquistare.

    6) Cucina un pranzo utilizzando ingredienti di stagione, locali e preferibilmente organici.

    7) Goditi la grandissima gioia di allevare qualche gallina (non in batteria).

    8) Realizza con le tue mani qualche biglietto o cartoncino per le prossime feste in calendario.

    9) Stasera (non domani, stasera!) spegni la televisione, accendi la radio e fai qualche gioco in famiglia o una bella chiacchierata.

    10) Programma una mezza giornata lontana dal lavoro da trascorrere con qualcuno a cui vuoi bene.


    Buona giornata mamme, viva le donne!!!